16 luglio 2020
Aggiornato 03:00
Lega Nord

Salvini contro la canzone di Natale pro immigrati: «Siamo al delirio»

Il leader della Lega Nord dai microfoni di Radio Padania ha parlato di «lavaggio del cervello ai nostri figli» per descrivere il testo di «Natale di cioccolata» che verrà eseguita nella scuola media Oreste Boni di Sorbolo

ROMA – Matteo Salvini dai microfoni di Radio Padania ha definito «delirante» la canzone di Natale che verrà eseguita nella scuola media Oreste Boni di Sorbolo, in provincia di Parma.

Salvini: «Lavaggio del cervello ai nostri figli»
Il leader della Lega Nord ha attaccato il testo, «Natale di cioccolata» scritto da Marco Testoni con Mario Zanotelli (e che fa parte del disco Buon Natale in 100 lingue edito dalle Edizioni Paoline), in cui Babbo Natale dona permessi di soggiorno a bimbi immigrati: «Ma cantatela a casa tua, non ai bambini. Siamo al delirio». Le parole contestate in particolare sono: «Sono io Babbo Natale, è speciale questo giorno, ti ho portato un sacco pieno di permessi di soggiorno». Per il segretario del Carroccio si è arrivato a fare il «lavaggio del cervello ai nostri figli» con della «propaganda politica di classe» e ha invitato i genitori alla disobbedienza civile: «Se mio figlio fosse costretto a cantare una cosa del genere la recita non la fa». Secondo il leghista questo episodio è una spia di allarme di una «civiltà che va a morire».

Il sindaco di Sorbolo: «Strumentalizzazione politica»
Prima di Salvini è intervenuto sulla canzone il segretario della Lega in Emilia, Gianluca Vinci, annunciando un’interrogazione al ministero dell’Istruzione. A lui ha replicato il sindaco di Sorbolo Nicola Cesari, che ha commentato: «Ricordo che è una scuola laica e fa gli interessi di tutti. Ci sembra la classica strumentalizzazione politica da parte di qualcuno. Cercheremo anche di capire chi ha sollevato la questione. Non ci stupiamo che si usi qualsiasi pretesto per farne un caso mediatico, soprattutto su questioni all’ordine del giorno nell’agenda politica».

L'autore contro «la rozzezza del pensiero di questi politici»
L'autore si è detto sconcertato per «il rancore con cui è stato bollato l’ardire di immaginare un Babbo Natale che regala permessi di soggiorno a un bimbo immigrato». Testoni ha quindi invitato tutti a «fare molta attenzione perché la rozzezza del pensiero di questi politici affonda le radici nel silenzio colpevole di chi abbassa lo sguardo e non reagisce». Il cantautore ha poi ricordato la «libertà di un’espressione artistica che esprima vicinanza e solidarietà per un bambino migrante». Infine Testoni è intervenuto anche sulle scelte dell'istituto scolastico, che dopo le polemiche avrebbe intenzione di non far cantare «Natale di cioccolata»: «Ci giunge voce che la Scuola abbia parlato di un’intenzione di accondiscendente autocensura, si parla cioè di modificare il testo della canzone in fase di recita finale: ebbene, non lo possono fare. Non alle spalle degli autori e noi certamente non intendiamo permetterlo».