23 gennaio 2019
Aggiornato 11:00
Attentato Strasburgo

Nessuna speranza per Antonio Megalizzi. Castaner: «Chekatt non aveva reti»

Non ci sono speranze per il giovane giornalista italiano ferito gravemente con un colpo alla nuca nell’attentato ai mercatini di Natale

Antonio Megalizzi, il giornalista italiano ferito nell'attentato di Strasburgo
Antonio Megalizzi, il giornalista italiano ferito nell'attentato di Strasburgo Facebook

STRASBURGO - Non ci sono speranze per Antonio Megalizzi, il giovane giornalista italiano ferito gravemente con un colpo alla nuca a Strasburgo, nell’attentato ai mercatini di Natale. Lo dicono i medici e «lo ha confermato la mamma», dice l’eurodeputato della Lega, Mario Borghezio, ad Askanews dopo la visita di stamattina all’ospedale Hautepierre di Strasburgo, dove il 28enne lotta tra la vita e la morte. «La signora era ovviamente sconvolta, riusciva a parlare a monosillabi, piangendo» racconta. E nel reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale di Strasburgo c’erano anche la fidanzata di Antonio e altri parenti, in attesa di notizie che possano rilanciare la speranza. «C’è consapevolezza che salvo un miracolo» la situazione è irreversibile, «stanno aspettando il decorso». Borghezio era accompagnato dal collega eurodeputato l’europarlamentare Oscar Lancini. «Mi pareva doveroso, sono stati momenti molto commoventi.. Antonio è un ragazzo pieno di energia, di voglia di conoscere, di affermarsi». L’eurodeputato leghista ci tiene a precisare di avere dato disponibilità «a seguire, per ogni necessità» lo sviluppo della situazione e di avere chiamato «il console per assicurarmi che il consolato segua tutte le pratiche, anche per l’assistenza psicologica» ai parenti.

Nessuna rete nonostante la rivendicazione dell'Isis
Intanto, all’indomani dell’uccisione dell’attentatore di Strasburgo, il ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner, ha detto ai microfoni di Europe 1 che «al momento non c’è nulla che dimostri che facesse parte di una rete o che abbia avuto protezioni particolari». Tuttavia, ha aggiunto Castaner, «l’inchiesta non è chiusa» e sarebbe stato importante a tal fine che Cherif Chekatt «venisse catturato vivo». Ieri l’agenzia di propaganda dello Stato islamico (Isis), Amaq, ha diffuso un post su Twitter in cui si afferma che Chekatt era «un soldato dello Stato islamico» che ha risposto alla richiesta di «colpire obiettivi della coalizione» contro l’Isis. Il 29enne è stato ucciso ieri sera dalle forze di sicurezza francesi nel quartiere di Strasburgo dove viveva, Neudorf. L’uomo era riuscito a sfuggire alla cattura per 48 ore, dopo aver aperto il fuoco nel mercatino di Natale della città, facendo almeno tre morti e 13 feriti. Secondo fonti di polizia, Chekatt era solo al momento dell’intervento delle forze di polizia e «ha sparato su un gruppo di agenti che hanno risposto al fuoco». Conclusa l’operazione, la polizia è stata applaudita dalla folla in strada, al grido «Bravi!».

Il ringraziamento di Macro
Mercoledì sera le autorità francesi avevano sollecitato la collaborazione dei cittadini per arrivare alla cattura dell’uomo. Tra le diverse segnalazioni, la polizia ha seguito quella arrivata da una donna che proprio ieri aveva fatto sapere di aver visto un uomo somigliante a Chekatt, ferito a un braccio. Gli agenti avevano poi trovato tracce di sangue e visionato immagini video, che avevano rafforzato la convinzione che si trattasse davvero di lui. «Grazie a tutti i servizi mobilitati, polizia, gendarmi e soldati. Il nostro impegno contro il terrorismo è totale», ha scritto su Twitter il presidente Emmanuel Macron al termine dell’operazione.