17 dicembre 2018
Aggiornato 11:01

I manifesti choc del Comune di Torino sull'Aids fanno discutere

«Sono Hiv positivo, e allora?», recita la campagna istituzionale contro i pregiudizi nei confronti dei sieropositivi. Ma non tutti sono convinti dello stile

Uno dei manifesti della campagna istituzionale del Comune di Torino sull'Aids
Uno dei manifesti della campagna istituzionale del Comune di Torino sull'Aids (Città di Torino)

TORINO«Sono Hiv positivo, e allora? Io almeno conosco il mio stato. E tu?». Fa discutere il manifesto che il Comune di Torino ha deciso di affiggere per le strade del capoluogo piemontese, in vista della giornata mondiale per la lotta contro l'Aids che è in calendario proprio oggi, sabato 1° dicembre. Approvata dalla Giunta di Chiara Appendino, e in particolare dall'assessore alle Famiglie e alle Politiche giovanili Marco Giusta, la campagna istituzionale ritrae un ragazzo e una ragazza che, appunto, annunciano di essere sieropositivi e invitano anche i passanti a sottoporsi ad un test per venire a conoscenza della propria condizione con serenità.

Le ragioni della politica
Non era mai accaduto prima d'ora, in Italia, che un'istituzione decidesse di concentrare la propria comunicazione contro i pregiudizi per le persone contagiate dal virus dell'Hiv. È lo stesso assessore Giusta a spiegarne i motivi: «Sono convinto che, attraverso l’impegno congiunto e coordinato di tutte le istituzioni, rete dei centri per la diagnosi e cura delle infezioni sessualmente trasmissibili e associazioni community based, sia possibile combattere lo stigma verso per persone Hiv positive e ridurre i casi di diagnosi tardiva diminuendo il rischio di contagio – ha chiarito l'amministratore – Quello che mi preoccupa maggiormente è l’altissimo tasso di incidenza tra i e le giovani: occorre quanto prima ricominciare a parlare di sessualità e prevenzione anche nelle scuole».

Statistiche allarmanti
Il progetto, che ha vinto il bando indetto dal servizio Pari opportunità e diritti della Città di Torino, è battezzato Sanarcobaleno ed è stato concepito dall'Odv Casa Arcobaleno. Oltre ai 220 manifesti di dimensioni 200x140 che sono stati affissi in giro per la città sabauda, la comunicazione viene veicolata anche attraverso una pagina dedicata sul sito ufficiale del Comune (www.comune.torino.it/hiv). I dati, diffusi dal SeReMi, rivelano infatti che solo l'anno scorso 255 piemontesi (ovvero sei ogni 100 mila abitanti) hanno scoperto di essere stati infettati dall'Hiv: di cui 34 sotto i 25 anni, ma la maggior parte con un'età compresa tra i 24 e i 34 anni. Ma in molti, a Torino, non sembrano aver gradito lo stile comunicativo, alquanto provocatorio, dei poster che in questi giorni hanno tappezzato le strade.