16 novembre 2019
Aggiornato 01:30

19 deputati M5s contro il decreto Salvini. Ma Di Maio li stoppa

Nuovi malumori nel Movimento: una lettera inviata al capogruppo D'Uva chiede modifiche al testo. Il ministro dell'Interno avverte: «Va votato o salta tutto»

Il vicepremier e ministro del Lavoro e per lo sviluppo Economico Luigi Di Maio durante la manifestazione in piazza contro la 'Terra dei Fuochi'
Il vicepremier e ministro del Lavoro e per lo sviluppo Economico Luigi Di Maio durante la manifestazione in piazza contro la 'Terra dei Fuochi' ANSA

ROMA – Dopo il Senato, le tensioni interne al Movimento 5 stelle si spostano anche alla Camera. Al centro sempre il decreto Salvini, quello che si occupa di sicurezza e immigrazione, e che non sembra proprio andare giù alla corrente più radicale dei pentastellati. Così, dopo la plateale astensione dal voto di ben cinque senatori (che per questo motivo sono finiti sotto indagine da parte del collegio dei probiviri), ora che l'approvazione passa a Montecitorio il fronte dell'opposizione interna si allarga ulteriormente.

Testo da modificare
Sarebbero addirittura diciannove, infatti, i deputati M5s che hanno inviato una email al loro capogruppo Francesco D'Uva, chiedendo di apportare modifiche al testo del decreto. Lo rivela l'agenzia di stampa Adnkronos, che cita anche una fonte anonima interna: «Nella mail si chiede di presentare emendamenti al dl sicurezza, ma soprattutto di aprire un tavolo di confronto interno». Ma D'Uva chiude bruscamente la porta ad ogni richiesta in tal senso: «Nessuna notizia, è prassi consolidata tra noi portavoce confrontarsi – replica il capogruppo – Considerato il mio ruolo, non è la prima né sarà l'ultima richiesta che mi può arrivare dal gruppo parlamentare. Il dl sicurezza è già stato migliorato al Senato e presto verrà approvato anche alla Camera. Chiaro che, come avviene per tutti i provvedimenti possono essere sempre migliorati, ma mi limito tra l'altro a ricordare che questo decreto permetterà di smantellare il business illegale».

I due leader chiudono
Matteo Salvini, dal canto suo, non è disposto ad accettare ripensamenti da parte dei suoi alleati di governo. «Sono convinto che il dl sicurezza sarà approvato il 3 dicembre oppure salta tutto». Lo ha detto stamani il ministro dell’Interno, in piazza del Viminale dove ha partecipato a una donazione di sangue. «Mi rifiuto di pensare che qualcuno voglia tornare indietro», ha rilevato ancora. A stretto giro arriva la rassicurazione di Luigi Di Maio, che pure lui non ammette incertezze: «Quel decreto va avanti e va votato» perché altrimenti «poi non possiamo chiedere di rispettare il contratto di governo». Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, facendo riferimento agli emendamenti presentati da quasi una ventina di parlamentari pentastellati, ha aggiunto che «il decreto va avanti anche perché se lo riapriamo e lo modifichiamo lo facciamo decadere: non ci sono più i tempi, Camera e Senato sono congestionati». E comunque «leggendo la lettera al capogruppo» inviata dai deputati che sollecitano correzioni al decreto «ho capito che questi emendamenti sono più una azione di testimonianza».