24 maggio 2022
Aggiornato 01:30
Politica

Di Maio: "Tecnocrati remano contro di noi, cambieremo la Bassanini"

Nelle viscere dello Stato c'è un micro-sistema fitto e ben strutturato che fa di tutto per bloccare il "cambiamento"

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio Foto: ANSA

ROMA - Nelle viscere dello Stato c'è un micro-sistema fitto e ben strutturato che fa di tutto per bloccare il "cambiamento». Luigi Di Maio torna su quanto aveva già detto alcuni giorni fa, e intervenendo al Forum sulla democrazia diretta in Campidoglio denuncia: «Abbiamo un problema enorme, che è quello dei cosiddetti apparati, che continuano a remare contro il governo». Un'accusa pesante, ma sacrosanta, che rivela come «all’interno dei ministeri ci sono molti tecnocrati che stanno andando contro l’indirizzo politico del governo». Di Maio non ha paura di dirlo, confessa, "penso che i tecnici debbano essere a servizio del popolo e soprattutto degli input del governo, ovviamente nei limiti della Costituzione e in tutti gli argini legislativi e di principi costituzionali che esistono».

Più potere ai tecnici che ai politici
Se i tecnici non vogliono fare il loro dovere e non vogliono seguire gli indirizzi di un governo del popolo "vorrà dire che cambieremo le leggi, a partire da una legge che si chiama Bassanini, che ormai dà più potere ai tecnici che ai politici». Il vicepremier leader dei 5 Stelle ne è convinto: "Ci dobbiamo riprendere il potere democratico di questo Paese e sostituirlo al potere tecnocratico». Secondo Di Maio, «sicuramente c’è un sistema che è ancora vivo e lotta contro di noi e lotta contro gli strumenti (di democrazia diretta, ndr) che vuole introdurre Riccardo (il ministro Fraccaro, ndr)».

Il caso Ermini
L’elezione di un parlamentare eletto nel Pd, che fino a due giorni fa era in Parlamento con il Pd e poi è stato eletto vicepresidente del Csm - il riferimento è ovviamente al neovicepresidente del Csm David Ermini, su cui è subito scoppiato un caso politico - dimostra come anche le associazioni che rappresentano i magistrati si sono scollate dai magistrati che lavorano e vogliono un Csm indipendente. "Hanno votato l’unico parlamentare eletto e per giunta renzianissimo: ormai Renzi riesce a eleggere qualcuno solo dove non vota il popolo» conclude Di Maio.