23 ottobre 2018
Aggiornato 14:30

Fermi tutti: arriva il nuovo film di Veltroni. Da vedere, «ma anche» no...

Quando si è dimesso dalla politica, aveva promesso di andare in Africa da volontario. Invece si è riciclato come regista, autore tv e scrittore. Senza successo
Walter Veltroni
Walter Veltroni (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA – Reggetevi forte, l'attesa sta per finire: sono ufficialmente terminate le riprese del nuovo film di Walter Veltroni. Presto, insomma, potremo assistere nelle sale a «C'è tempo», ultima opera cinematografica dell'arrembante regista romano. E se la sua firma, da sola, non fosse sufficiente a convincervi a prenotare un biglietto, ecco la croccante trama della pellicola: «Stefano, quarantenne precario di lavoro fa l'osservatore di arcobaleni. Lui, che di suo padre non ha mai voluto sapere neanche il nome, deve lasciare il paesino del Piemonte in cui vive per correre a Roma. Improvvisamente si è ritrovato orfano e con un fratellastro tredicenne di cui non conosceva l'esistenza, Giovanni, rimasto solo al mondo». Non vi sveliamo oltre, sia mai vi rovinassimo la sorpresa.

Lunga carriera
Walter Veltroni è tornato, insomma. O, dovremmo dire più precisamente, non se n'è mai andato. Già, perché l'ex segretario del Pd e dei Ds, ex vicepresidente del Consiglio, ex ministro dei Beni culturali, ex deputato, ex sindaco di Roma, ex candidato premier, insomma quello che avrebbe dovuto mollare tutto per «fare un'esperienza di volontariato in Africa» (così promise, addirittura nel lontano 2006), dopo aver lodevolmente mollato la poltrona si è riciclato nel cinema, nella letteratura e nella televisione. «C'è tempo» è il suo settimo film, stando alla filmografia che compare su Wikipedia, anche se i precedenti si ricordano per essere stati incensati dalla critica e dai salotti della Roma bene, più che per aver fatto incetta di incassi al botteghino. Lo stesso valga per i libri: da quando si è dimesso dalla politica, ne ha scritti ben sei. Peccato che l'ultimo, «Quando», si sia fatto notare soprattutto per una figuraccia: la trama sembrava una fotocopia precisa del film «Goodbye Lenin», naturalmente rivisitata in salsa italica.

Tante promesse, pochi risultati
Quanto alle trasmissioni televisive, lì il capolavoro del suo polveroso buonismo, della sua stucchevole retorica all'insegna del politicamente corretto è stato senza dubbio «Dieci cose». Il programma del sabato sera di Rai Uno, di cui Veltroni era autore, costato la miseria di un milione di euro a puntata, e che ha raccolto uno share fallimentare del 10% di media, riuscendo a fermare davanti al televisore meno di 2,5 milioni di italiani, per giunta nella fascia oraria più prestigiosa di tutte. Insomma, Walter resta convinto di possedere multiformi talenti, si applica con passione in più di un'arte, ma finora è riuscito a mettere insieme solo una lunga collezione di flop. Ora arriva anche «C'è tempo». Un film da vedere assolutamente. «Ma anche» no, come avrebbe detto il suo alter ego Maurizio Crozza...