14 novembre 2018
Aggiornato 03:00

Salvini lo attacca, Berlusconi chiede 'scusa' a metà

Due interviste. Il leader della Lega: «Così il centrodestra finisce per colpa di Silvio». E il Cavaliere risponde: «Non è finito. E Salvini non è un razzista»
Matteo Salvini e Silvio Berlusconi
Matteo Salvini e Silvio Berlusconi (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - Matteo Salvini attacca. Silvio Berlusconi 'chiede scusa' e prova a ricompattare il centrodestra. O almeno a evitare che l'alleanza crolli definitivamente. Due interviste, quella del leader della Lega al Quotidiano Nazionale e quella del Cavaliere su Huffington Post. Due posizioni diverse. E il tentativo, da parte del leader di Forza Italia, di 'rimediare' allo sgarbo azzurro sul voto contrario a Marcello Foa come presidente della Rai. Troppo tardi? Forse. Ma Berlusconi è convinto che il centrodestra «esiste e per quanto mi riguarda esisterà sempre». Su Foa «i nostri gruppi parlamentari hanno posto una questione di metodo che ho condiviso ma nessuno ha messo in discussione una coalizione che ha avuto il consenso della maggioranza relativa a degli italiani». Ma per Salvini «andare contro il cambiamento è una scelta, ma ad ogni scelta corrispondono delle conseguenze».

L'attacco di Matteo Salvini
«A Silvio dico: andare contro il cambiamento è una scelta, ma ad ogni scelta corrispondono delle conseguenze». Eccolo l'attacco del leader della Lega Matteo Salvini in una intervista al Qn nella quale torna sul voto in commissione di Vigilanza Rai che ieri ha bocciato Marcello Foa come presidente della Rai. Ma la fine del centrodestra «non siamo noi a volerla. Ma se Forza Italia non è d'accordo su niente, se sceglie il Pd, faccia pure. Se vuole fare un partitone Pd-Forza Italia, auguri. Dispiaciuti, andiamo avanti, facendo battaglie di centrodestra e per il cambiamento».

«Noi abbiamo quattro volte i voti di Forza Italia»
«Se la Lega ha quattro volte i voti di Forza Italia forse qualcuno sta sbagliando qualcosa» avverte Salvini. «Mi pare che gli italiani abbiamo già scelto con chi stare», ricorda Salvini. Cosa accade ora sulla vicenda Rai? Per Salvini bisogna «assolutamente» andare avanti sul nome di Marcello Foa perchè «è persona di spessore e di valore assolutamente riconosciuto e non può essere ostaggio dei capricci del Pd e tantomeno di FI. Ho sentito Di Maio, con i 5Stelle siamo già sostanzialmente d'accordo. Vedremo il come. I 5Stelle sono persone affidabili con i quali si sta lavorando bene».

Le 'scuse a metà' di a Silvio Berlusconi
Il centrodestra è finito su Marcello Foa? «No, assolutamente no. Il centrodestra esiste e per quanto mi riguarda esisterà sempre. Su Foa i nostri gruppi parlamentari hanno posto una questione di metodo che ho condiviso ma nessuno ha messo in discussione una coalizione che ha avuto il consenso della maggioranza relativa a degli italiani» ha spiegato il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, in un'intervista all'Huffington Post, nella quale minimizza lo 'strappo' con il Carroccio sulla vicenda della scelta del presidente della Rai, ma ricorda anche che «fra alleati le cose si concordano e il servizio pubblico non può essere espressione della sola maggioranza». Berlusconi ribadisce quindi che «il nome di Foa non potrà essere riproposto in Vigilanza ma ora dovrà essere proposto un altro nome». 

«Con il M5s non c'è cambiamento»
Con Salvini, ha poi spiegato il Cavaliere, c'è «una normale dialettica. La Lega è solita usare un linguaggio colorito ma il vero cambiamento che vogliamo noi e loro non è certo quello a Cinque Stelle» e «se la Lega non abbandonerà in tempì brevi un governo nel quale la politica economica è dettata dai grillini saranno gli elettori del centrodestra ad abbandonare la Lega». Una cosa però divide i due leader: «Il linguaggio di Salvini non è il mio e i nostri contenuti sono molto diversi. Però non condivido neppure la demonizzazione che ne viene fatta: Salvini - conclude Berlusconi - non è nè un razzista nè un nemico della democrazia».