18 agosto 2018
Aggiornato 13:00

I primi effetti dell'asse Salvini-Libia: 'respinto' un gommone con 108 immigrati

Il ministro dell'Interno: «La Guardia Costiera Libica ha salvato e riportato a terra 611 immigrati». Ma è ancora scontro con la sinistra: «Respinti dall'Italia»
Foto di repertorio
Foto di repertorio (ANSA/ORIETTA SCARDINO)

ROMA - Il 'nuovo' ruolo della Guardia Costiera libica, almeno secondo quanto riferito dal vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, inizia a dare i primi effetti. «La Guardia Costiera Libica nelle ultime ore ha salvato e riportato a terra 611 immigrati. Le Ong protestano e gli scafisti perdono i loro affari? Bene, noi andiamo avanti così!». Un messaggio, quello del leader della Lega, che racchiude settimane di lavoro volto a portare avanti quella chiusura (graduale) delle frontiere e che si racchiude nei due hashtag a corredo del post: «#portichiusi e #cuoriaperti». Ma lo scontro con la sinistra continua. E stavolta Matteo Salvini risponde a «un parlamentare di sinistra male informato», Nicola Fratoianni (Liberi e Uguali) che ha accusato l'Italia di aver di fatto 'respinto' un gommone con a bordo 108 persone.

L'accusa a Salvini
Secondo alcune ricostruzioni «per la prima volta» una nave italiana avrebbe riportato in Libia migranti soccorsi nel Mediterraneo. Si tratterebbe della Asso 28, nave di supporto a una piattaforma petrolifera. Una volta soccorso il gommone sul quale erano stipati 108 migranti, la sala operativa di Roma avrebbe dato indicazioni di coordinarsi con la Guardia costiera libica e, prese a bordo le persone, la Asso 28 avrebbe fatto sbarcare i profughi nel porto di Tripoli. Di fatto «respindengoli», accusa Fratoianni, attualmente a bordo di Open Arms: «Se così fosse si tratterebbe di un precedente gravissimo, un vero e proprio respingimento collettivo di cui l'Italia e il comandante della nave risponderanno davanti a un tribunale. Il diritto internazionale prevede che le persone salvate in mare debbano essere portate in un porto sicuro e quelli libici, nonostante la mistificazione della realtà da parte del governo italiano, non possono essere considerati tali».

La replica di Salvini
Tutto falso, secondo Matteo Salvini. «La Guardia Costiera Libica nelle ultime ore ha salvato e riportato a terra 611 immigrati. Le Ong protestano e gli scafisti perdono i loro affari? Bene, noi andiamo avanti così!» ha scritto vice presidente del Consiglio e ministro dell'Intero, Matteo Salvini. Poi l'attacco a Fratoianni: «La Guardia Costiera italiana non ha coordinato e partecipato a nessuna di queste operazioni, come falsamente dichiarato da una Ong straniera e da un parlamentare di sinistra male informato».

La rabbia dell'Unhcr
Intanto l’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, ha annunciato indagini: «Stiamo raccogliendo tutte le informazioni necessarie sul caso del rimorchiatore italiano Asso Ventotto che avrebbe riportato in Libia 108 persone soccorse nel Mediterraneo. La Libia non è un porto sicuro e questo atto potrebbe comportare una violazione del diritto internazionale».