20 agosto 2018
Aggiornato 12:30

Roberto Saviano indagato per diffamazione dopo la querela di Salvini

La procura di Roma: l'iscrizione dello scrittore nel registro degli indagati definito un «atto dovuto» dopo la denuncia sporta del ministro dell'Interno
Roberto Saviano a Matteo Salvini
Roberto Saviano a Matteo Salvini (ANSA)

ROMA - Lo scrittore Roberto Saviano è indagato dalla procura di Roma per il reato di diffamazione in relazione alla denuncia presentata dal ministro degli Interni, Matteo Salvini, il 19 luglio scorso. In base a quanto si apprende l'iscrizione viene definita come «atto dovuto». Nella denuncia Salvini fa riferimento ad una serie di affermazioni fatte da Saviano nelle ultime settimane che, a suo dire, sono «lesive della sua reputazione e del ministero dell'Interno stesso». Nell'atto depositato in questura a Roma, il ministro cita alcuni giudizi espressi dallo scrittore con video e post su Facebook. In particolare il 21 giugno l'autore di Gomorra ha definito Salvini come «ministro della malavita», aggiungendo: «Le mafie minacciano. Salvini minaccia».

L'appello dello scrittore su Repubblica
Solo due giorni fa dalle colonne di Repubblica lo scrittore aveva rivolto un appello ad «mici cari, scrittori, giornalisti, cantanti, blogger, intellettuali, filosofi, drammaturghi, attori, sceneggiatori, produttori, ballerini, medici, cuochi, stilisti, youtuber». Il messaggio era chiaro: «Dove siete? Perché vi nascondete?». Per Saviano «oggi non possiamo permetterci più di essere solo questo. Oggi le persone pubbliche, tutte le persone pubbliche, chiunque abbia la possibilità di parlare a una comunità deve sentire il dovere di prendere posizione. Non abbiamo scelta. Oggi tacere significa dire: quello che sta accadendo mi sta bene». E «il silenzio, oggi, è insopportabile».

La battaglia contro i «bugiardi di professione»
«Spesso» ha denunciato lo scrittore, destinatario di una querela da parte del ministro dell'Interno, Matteo Salvini «si tace perché si sa che prendere posizione comporta dividere non solo il pubblico che ti segue sui social, ma anche e soprattutto chi dovrebbe comprare i tuoi libri, comprare i biglietti dei tuoi spettacoli, venirti a vedere al cinema o non cambiare canale quando ti vede in televisione. Ma davvero credete che quello che sta succedendo sia accettabile? Per quanto tempo credete di poter sopportare ancora senza esprimere il vostro dissenso? Ci sono dei momenti – insiste Saviano – in cui diventa cruciale capire da che parte si sta e quindi non basta più delegare la resistenza alla propria arte. Dinanzi a menzogne che crescono incontrastate, a truppe cammellate di bugiardi di professione (al loro cospetto gli scherani di Berlusconi erano dilettanti), davanti al dolore che queste menzogne e questi bugiardi di professione provocano, abbiamo tutti il dovere di rispondere: non è vero!».