10 dicembre 2018
Aggiornato 18:30

Di Battista, dal Messico messaggio a Salvini: «La Lega restituisca i 49 milioni»

In un post sul blog delle stelle l'ex deputato del Movimento parla a ruota libera. «E comunque meglio governare con il Carroccio che con il Pd delle lobby»
Alessandro Di Battista al momento della partenza verso l'America
Alessandro Di Battista al momento della partenza verso l'America (PROFILO INSTAGRAM DI BATTISTA)

ROMA - «Alcuni in rete mi chiedono dove siano i milioni intascati indebitamente dalla Lega. E che ne so io? Io so che devono restituirli punto, perché sono soldi della collettività. Ma questa domanda la dovrebbero fare in primis gli elettori della Lega stessa così come i sostenitori del Movimento (quelli non tifosi) mi chiedono quando restituirò l'assegno di fine mandato dato che l'ho promesso. Ed io rispondo tra poco». Lo scrive Alessandro Di Battista, M5s, in un post sul blog delle stelle. «Poi - prosegue - c'è chi mi chiede come si possa governare con la Lega. Se avessimo fatto un contratto con il PD a migliaia ci avrebbero chiesto: 'come potete governare con il partito dell'arrestato Pittella?'. Mi sarebbe piaciuto un governo solo del Movimento ovviamente, non è stato possibile ma, tra riandare ad elezioni (dopo aver preso il 32% e con la stessa legge elettorale probabilmente), fare un accordo con il PD (non hanno voluto loro tra l'altro) o con la Lega, ho sempre preferito quest'ultima ipotesi. Perché mi piace la Lega? Niente affatto. Solo perché ho sempre reputato il PD, soprattutto finché il giglio morente continuerà ad imperversare, il partito più legato alle lobbies d'Italia».

«Pp e Forza Italia ormai sono defunti»
Di Battista, come richiede il suo personaggio, attacca tutto e tutti. «Il PD e Forza Italia sono defunti, i loro esponenti stanno pensando a come riciclarsi, lo sanno anche i sassi. Quel che non è defunto, purtroppo, è quell'atteggiamento che hanno alcuni cittadini di ritenere l'appartenenza ad una forza politica simile a quella verso una squadra di calcio. Questo atteggiamento porta a ragionare 'per partito preso' ovvero alla morte della politica»

Dai vitalizi alla Tav e al Tap
L'ex deputato pentastellato ricorda «il caso dei vitalizi». In Italia, scrive, «abbiamo ex-parlamentari che hanno versato 5 ma prendono 15. Come può esserci un solo italiano (a parte chi riceve il vitalizio o al massimo i suoi familiari) a difendere questo furto legalizzato? Eppure ci sono. Pochi ma ci sono». Sono i «detrattori per partito preso del Movimento 5 Stelle. Esponenti dell'ultima corrente del PD, quella dell'autolesionismo, non si accorgono che andare contro il Movimento molto spesso significa andare contro i loro stessi interessi». 

La previsione: «La Corte Costituzionale ci fermerà»
«Le loro frasi, colme del livore che sgorga da chi sa di aver perso il contatto con la realtà oltre che milioni di voti sono: 1. Cosa volete che siano 40 milioni di euro all'anno rispetto al debito pubblico? 2. I vitalizi sono già stati aboliti da Monti 3. Tanto la Corte Costituzionale boccerà questo provvedimento. Le prime due frasi sono ridicole, la terza è pericolosa. E' pericolosa perché ci svela l'atteggiamento di certe persone, persone che non vogliono il bene dell'Italia, per loro è più importante aver ragione, poter attaccare. Io» prosegue »ho fatto il parlamentare per 5 anni. Pensate che mi sarei arrabbiato se il governo avesse tagliato i vitalizi?».

«Difendere il proprio partito a prescindere è da idioti»
Pensate, chiede, «che mi sarei indignato se avesse bloccato il TAP e il TAV, opere inutili e dannose? Ho letto commenti di persone che si augurano persino più morti in mare per poter andare contro il governo. Il governo può, anzi deve, essere criticato e pungolato, ma augurarsi il fallimento è da scemi, non da cittadini». Per Di Battista difendere la propria forza politica ad ogni costo «è da idioti, non da cittadini sovrani. Le forze politiche iniziano a morire quando pensano più all'autoconservazione che agli interessi dei cittadini. E' quel che è successo a Forza Italia o al PD in fondo. I sostenitori di una forza politica hanno il dovere non soltanto di sostenerla ma di pungolarla affinché rispetti i patti».