19 novembre 2018
Aggiornato 21:30

Laboratori di pittura e scrittura sul mondo gay: l'ira del ministro Fontana su un centro estivo bolognese

Bufera a Casalecchio di Reno, fuori Bologna, dove il giorno prima del Gay Pride in un centro estivo ai bambini sono stati proposti laboratori di pittura e scrittura e letture orientate al mondo omosex
Un momento del Gay Pride a Bologna e accanto il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana
Un momento del Gay Pride a Bologna e accanto il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana (ANSA / GIORGIO BENVENUTI - ANSA/FABIO FRUSTACI)

BOLOGNA - Bufera a Casalecchio di Reno, fuori Bologna, dove il giorno prima del Gay Pride in un centro estivo ai bambini sono stati proposti laboratori di pittura e scrittura, e letture orientate al mondo omosessuale. Una giornata dedicata all'orgoglio gay in un campo estivo, dunque, che ha suscitato numerose polemiche che ora finiranno anche in Parlamento con un'interpellanza ai ministri dell'Istruzione e della famiglia presentata dal deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami, che definisce l'iniziativa "inopportuna, strumentale e provocatoria». La polemica è nata nel consiglio comunale della cittadina bolognese, dove l'opposizione ha chiesto chiarimenti al sindaco dopo le proteste di alcune mamme. Venerdì scorso, alla vigilia del Gay Pride, gli educatori della Coop Dolce che gestisce il campo hanno fatto svolgere ai bambini una serie di attività ispirate all'iniziativa, colorando le facce dei piccoli con i colori dell'arcobaleno e realizzando disegni e cartelloni per educare i bambini al fatto che esistono tanti tipi di famiglia. 

Fontana allibito e preoccupato
Il ministro della Famiglia, il leghista Lorenzo Fontana, ripete solo due aggettivi, «allibiti» e «preoccupati», guardando le immagini dei bambini da 1 a 5 anni con i volti dipinti dei colori dell’arcobaleno. «Siamo allibiti e preoccupati, sia perché in questa vicenda sono coinvolti bambini molto piccoli, sia perché l’iniziativa è stata presa all’insaputa dei genitori e, quindi, senza il loro consenso preventivo», spiega Fontana. Il ministro, cattolico e noto per le sue posizioni nette su aborto e nuclei tradizionali e arcobaleno, si sofferma in particolare su un fatto: «Non si capisce quale presunto ‘criterio educativo’ sia stato adottato. Ci auguriamo quindi che sia avviato, come annunciato dalla cooperativa, un attento e doveroso approfondimento dei fatti e delle responsabilità».

Anche Casini scende in campo
Il senatore di Forza Italia Galeazzo Bignami ha subito presentato sul caso un’interpellanza ai ministri dell’Istruzione e a Fontana per chiarire i contorni di una iniziativa «inopportuna, strumentale e provocatoria». Scende in campo anche Pier Ferdinando Casini, senatore di Per le Autonomie ma eletto col Pd, che parla di «infortunio grave degli educatori della cooperativa che gestisce il campo» auspicando però che «nessuno voglia strumentalizzare la questione oltremisura». Per Casini «non si tratta né di destra né di sinistra, né del rispetto che tutti abbiamo per le diverse condizioni in cui ciascuno vive la propria sessualità. Qui si tratta di serietà e di buon senso». Lucia Borgonzoni, volto bolognese del Carroccio e sottosegretario ai Beni culturali, attacca: «Credo che si arrivi, in nome del politicamente corretto, oltre l’assurdo. Gli adulti dovrebbero imparare a non usare i bambini per scopi politici. L’educatrice che ha preparato i lavori farebbe bene a lasciare la scuola»