Berlusconi, il gran ritorno: il Cavaliere guiderà il centrodestra alle Europee
Antonio Tajani, da poco nominato vicepresidente di Forza Italia, annuncia: «Ho chiesto a Berlusconi di candidarsi»
ROMA - Due giorni fa il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha definito con i vertici del Movimento il percorso di rinnovamento annunciato nelle scorse settimane, con la nomina del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani a Vicepresidente di Forza Italia. Neanche il tempo di inserdiarsi, che Tajani - diciamo così - ricambia il favore. «A Berlusconi ho chiesto di candidarsi alle europee, credo sia giusto che lui guidi la lista. Mi sembra intenzionato a candidarsi, mi pare sia rimasto molto soddisfatto». A dirlo in una intervista a 'La Stampa' è proprio Antonio Tajani, che aggiunge: «Abbiamo parlato della situazione economica del Paese, del livello di povertà troppo alto, dei problemi degli italiani, di come rilanciare il lavoro giovanile, della crisi economica...».
Il futuro del centrodestra
Per quanto riguarda il centrodestra, per Tajani, «quello tra Lega e M5s è un matrimonio contro natura, non so quanto durerà. Noi crediamo fortemente nel centrodestra, gli elettori chiedono questo: ci siamo presentati insieme alle amministrative e siamo stati premiati. Secondo me questa coalizione è in grado di vincere. Abbiamo vinto in Friuli, a Catania, Viterbo, Siena... La Lega da sola non vince, Fi parla ai piccoli imprenditori, ha una politica industriale, una politica estera credibile». Però niente partito unico. «No, non esiste, siamo diversi. Abbiamo un minimo comune denominatore ma identità diverse».
L'obiettivo di Forza Italia: superare il 15%
Tajani dice di non essere preoccupato dai sondaggi che danno Fi sotto il Carroccio. «Se la Lega prende voti - assicura - sono contento, fa parte del centrodestra. Ma Fi può ampiamente superare il 15 per cento alle Europee, possiamo andare ben oltre il risultato delle ultime politiche. C'è una fetta di italiani che non sono andati a votare e chiedono un centrodestra dove ci sia un partito con una forte impronta cristiana, liberale, riformista, che tuteli le Pmi, che dia una politica industriale a questo Paese, che sappia combattere la povertà, cosa che si può fare solo sostenendo l'Italia che produce».
Governo Conte bocciato
Il vicepresidente azzurro non è tenero con il governo. «La risposta alla povertà non la si dà certo con il reddito di cittadinanza, un incentivo al lavoro nero, uno strumento che rischia di mandare per aria i conti pubblici. Non si può pensare di fare la riforma della Fornero, la flat tax e il reddito di cittadinanza... Sono promesse da marinaio. E il 'decreto dignità' fa solo danni alle imprese». E poi c'è Salvini che «fa campagna su un tema sentito dagli italiani ed è giusto combattere l'immigrazione clandestina. Ma l'accordo con i Paesi di Visegrad va contro gli interessi dell'Italia».