14 novembre 2019
Aggiornato 23:00
Immigrazione

Via alla sperimentazione: Salvini taglia i '35 euro' per i migranti

Il taglio riguarderà solo i Centri di accoglienza straordinaria, strutture sotto il controllo delle prefetture e, quindi, del ministero dell'Interno

Matteo Salvini durante una conferenza stampa al Viminale
Matteo Salvini durante una conferenza stampa al Viminale ANSA

ROMA - «Gli unici centri a cui stiamo lavorando per aprirli» ha spiegato Salvini subito dopo il vertice Ue «sono quello per i rimpatri, in Lombardia, Toscana, Calabria, almeno uno per regione, che ospitino per qualche tempo i clandestini in attesa di espulsione, nuovi centri di accoglienza non ne faremo anzi, stiamo lavorando per tagliare i costi esosi e scendere dai famosi 35 euro al giorno su cui sta lucrando una quantità di finte cooperative impressionante». L'Italia, quindi «non aprirà neanche mezzo centro rispetto a quelli aperti, l'obiettivo è di andarli a chiudere, io ho firmato la sospensione dei lavori già previsti negli anni precedenti per le ristrutturazioni di tutti i centri, penso a Mineo, Isola capo Rizzuto, voglio vederci chiaro su ogni centesimo di euro del capitolo immigrazione e alcune decine di milioni di euro li sto bloccando». La linea è stata dettata e niente convincerà Salvini, almeno ascoltando le sue parole da Pontida, a fare marcia indietro. Anzi. Il prossimo passo del ministro dell'Interno sarà proprio quello di tagliare i famosi 35 euro che l'Italia spende, ogni giorno, per ogni migranti accolto.

Il taglio: da 35 si scenderà a 28 euro
Ma di quanto sarà questo taglio? La Francia spende 25 euro 'a migrante'. Salvini vorrebbe seguire l'esempio del 'nemico' Emmanuel Macron, ma difficilmente potrà arrivare a tale cifra. «Faremo un esperimento - ha spiegato il ministro leghista a inizio giugno - alle cooperative invece di dare 35 euro al giorno, gliene daremo un pò di meno, e vedremo che ci sarà un bel pò di generosità in meno, perché c'è molte gente che accoglie per guadagnare, non perché glielo dice il buon Dio...». E quel 'un po' meno' dovrebbe essere 28 euro al giorno. Questo almeno quanto emerge alle prime indiscrezioni.

Le cooperative pronte a dare battaglia
Una cosa è certa: le cooperative sono pronte a dare battaglia. I soldi, che ricordiamo non vengono assegnati direttamente ai migranti ai quali spetta solo il pocket money di circa 3 euro al giorno, servono per pagare le strutture che ospitano le persone accolte, nonché i vari servizi, dai corsi di lingua italiana alle spese sanitarie. La sperimentazione di Salvini partirà con i Cas, i Centri di accoglienza straordinaria, perché di queste strutture sono responsabili direttamente le prefetture e, quindi, il ministero dell'Interno.