15 ottobre 2019
Aggiornato 17:30
Milano

Salvini 'blocca' le nuove moschee a Milano: «Qui non sono la priorità»

Il vicepremier contro il dossier per i poli religiosi: all'interno l'apertura o la regolarizzazione di sei luoghi di culto islamici

Matteo Salvini in un presidio contro le moschee abusive, Milano, 3 agosto 2017
Matteo Salvini in un presidio contro le moschee abusive, Milano, 3 agosto 2017 ANSA

MILANO - «Da milanese tifo per la mia città a prescindere». Dopo questa premessa, e rispondendo a chi chiedeva un giudizio sull'operato di Sala e del Pd alla guida della sua città, Matteo Salvini torna a ribadire la sua visione di Milano: «Ma sempre da milanese credo però che sei moschee non siano la priorità della città». A margine del suo intervento, venerdì, al Festival del lavoro il vicepremier e ministro dell'Interno è tornato a parlare del capoluogo lombardo e lo ha fatto evitando di criticare apertamente il sindaco Sala, uno dei possibili leader del nuovo centrosinistra. 'Bloccate' quindi le moschee, Matteo Salvini ha voluto ribadire la sua idea anche in tema di rom, altro tema caldo di queste settimane e una delle questione centrali della politica milanese.

Salvini, i rom e Milano 
«Andate in quello di via Chiesa Rossa» ha attaccato Salvini, «ma andateci senza portafogli, senza oro e gioielli addosso. Andate a vedere quello che succede. Abbiamo proposto il censimento dei rom perché almeno i bambini possano andare a scuola e condurre un’esistenza tranquilla». Perché dopo aver lanciato la proposta di un censimento dei rom, il piano ufficiale del ministro dell'Interno è tutto incentrato intorno a un unico obiettivo: la chiusura di tutti i campi e l'espulsione dei rom non italiani.

Salvini, le moschee e Milano
Sulla questione delle moschee la situazione, almeno a Milano, è più calda: in questi giorni è in discussione il Piano delle attrezzature religiose, documento prescritto ai Comuni lombardi dalla Regione a guida leghista come condizione per poter aprire nuovi luoghi di preghiera. Ed è in questo piano, ribattezzato 'piano moschee', il Comune ha deciso di regolarizzare quattro strutture e di aprirne altre due. Sei, quindi, le 'nuove' moschee che apriranno (o saranno 'normate') nel capoluogo lombardo. «Perché Milano è una città aperta», il commento del sindaco Sala. «Non credo proprio che sei moschee siano la priorità», la chiosa di Matteo Salvini.