25 novembre 2020
Aggiornato 20:30
Immigrazione

Il travel ban è legale: ora Trump può fermare l’ingresso negli Usa ai cittadini musulmani

La decisione della Corte suprema, con quattro giudici su cinque a sostegno del presidente, chiude la controversia. Stop agli arrivi da sette Paesi

USA - La Corte suprema americana dà il via libera definitivo al travel ban di Donald Trump, sostenendo che il presidente non ha violato la costituzione Usa quando a settembre ha firmato un provvedimento per vietare l'ingresso in Usa ai cittadini di alcune nazioni a maggioranza musulmana. Sono Libia, Iran, Somalia, Siria, Yemen, Corea del Nord e alcuni cittadini legati al governo del Venezuela. Quello di settembre era il terzo travel ban, dopo che i due precedenti erano stati bloccati perché ritenuti incostituzionali da diversi tribunali americani. Dei giudici supremi, cinque hanno votato a favore e quattro contro, mettendo in luce come la maggioranza all'interno della corte sia ormai in mano ai conservatori. La decisione rappresenta una grande vittoria per il presidente e pone fine a una disputa iniziata a gennaio del 2017, quando Trump, in carica da una settimana, firmò il suo primo travel ban, subito bloccato da diversi tribunali americani. Il primo provvedimento aveva creato tensioni e confusione negli aeroporti americani e migliaia di cittadini Usa avevano manifestato contro la decisione del presidente.
 
Cosa prevede il travel ban
Una seconda versione, pubblicata a marzo, è stata bloccata da diversi tribunali ma a giugno la Corte suprema aveva accettato di renderne effettiva una parte, quando aveva dato l'ok all'appello presentato dall'amministrazione contro la decisione di un tribunale di bloccarla. A ottobre tuttavia aveva chiuso il caso visto che il secondo divieto di ingresso era decaduto. Questo perché nel frattempo, a settembre, Trump ha deciso di firmare un nuovo ordine, il terzo, che è poi quello a cui oggi la Corte suprema ha dato l'ok. Il travel ban di settembre era stato subito fermato da due tribunali, uno alle Hawaii e l'altro in Maryland. Sostenevano che fosse ancora un provvedimento che prendeva di mira una minoranza religiosa, nonostante nel bando fossero stati inseriti anche la Corea del Nord e il Venezuela. Il travel ban accolto dalla Corte Suprema vieta l'ingresso in Usa della maggior parte dei cittadini dei sei paesi stabiliti e limita quello di alcuni membri del governo venezuelano. I cittadini non possono entrare in Usa nè per motivi di lavoro nè per motivi di viaggio o di studio. Trump sostiene che il provvedimento serva a proteggere la sicurezza nazionale. Il divieto era entrato in vigore già a dicembre, quando i nove giudici supremi avevano accettato di esaminare il caso.

Trump esulta su Twitter: «Wow»
La decisione della Corte Suprema «è una enorme vittoria del popolo americano e della costituzione [...] dopo mesi di isteria da parte dei media e dei politici democratici che si sono rifiutati di fare ciò che serve per mettere in sicurezza i nostri confini e il nostro paese». Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, commentando la decisione della Corte Suprema che ha dato l'ok definitivo al suo prevvedimento che vieta l'ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di Libia, Iran, Somalia, Siria, Yemen, Corea del Nord e ad alcuni cittadini legati al governo del Venezuela. «Fino a quando sarò presidente difenderò la sovranità, la sicurezza e la tranquillità dei cittadini americani e combatterò per un sistema d'immigrazione che rispetti gli interessi nazionali degli Stati Uniti e dei suoi cittadini», continua Trump nella nota. Poco prima della pubblicazione del comunicato ufficiale il presidente aveva commentato su Twitter la sentenza dei giudici supremi, cinque a quattro, a con un «wow».