16 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
Europa

Migranti, il vero nodo dell'accordo: chi aprirà i centri di accoglienza?

Salvini avverte l'Ue: «Mai da noi». Conte nega la disponibilità italiana. Macron stoppa l'ipotesi francese e l'Austria fa lo stesso. Ed è di nuovo scontro

Matteo Salvini ed Emmanuel Macron
Matteo Salvini ed Emmanuel Macron ANSA

BRUXELLES - «L'Italia non ha dato disponibilità» sui nuovi centri di accoglienza volontari, mentre «qualche altro Paese lo ha già fatto». Il premier Giuseppe Conte ha poi sottolineato che l'Italia «non riprenderà nessun migrante che dovesse essere stato registrato da noi e poi andato in Germania,» aggiungendo di «non aver sottoscritto nessun accordo con la Germania» in merito ai movimenti secondari: «A Merkel non ho promesso alcunché». Frasi di risposta a domande dei giornalisti che spiegano però il caos che si sta per generare in Europa dopo l'accordo di Bruxelles. Al centro, l'apertura di nuovi centri di accoglienza per i migranti. Ed è qui che Matteo Salvini avverte gli altri Paesi europei: «L'Italia non aprirà nuovi centri di accoglienza per i migranti, ma solo quelli per i rimpatri, almeno uno in ogni regione».

In Italia solo centro per i rimpatri
«Gli unici centri a cui stiamo lavorando per aprirli» ha spiegato Salvini «sono quello per i rimpatri, in Lombardia, Toscana, Calabria, almeno uno per regione, che ospitino per qualche tempo i clandestini in attesa di espulsione, nuovi centri di accoglienza non ne faremo anzi, stiamo lavorando per tagliare i costi esosi e scendere dai famosi 35 euro al giorno su cui sta lucrando una quantità di finte cooperative impressionante» ha aggiunto Salvini. «Noi non apriamo neanche mezzo centro rispetto a quelli aperti, l'obiettivo è di andarli a chiudere, io ho firmato la sospensione dei lavori già previsti negli anni precedenti per le ristrutturazioni di tutti i centri, penso a Mineo, Isola capo Rizzuto, voglio vederci chiaro su ogni centesimo di euro del capitolo immigrazione e alcune decine di milioni di euro li sto bloccando» ha aggiunto.

L'attacco di Salvini all'Ue e alla Francia
«La Francia» ha poi attaccato Salvini «intanto per rispettare quanto sottoscritto apra le porte a novemila rifugiati che dovrebbe accogliere dall'Italia, e poi Macron torna ad avere il diritto di pontificare e aprire la bocca, finché non farà quello che è previsto gli italiani da Macron non accetteranno lezioni». Quindi, in una diretta su Radio Capital, un auspicio: «Vorrei che finisse l'ipocrisia per cui si dice viva l’Europa e poi paga l'Italia». Per questo non si fida dei risultati del vertice europeo: «Non mi fido delle parole, vediamo che impegni concreti ci sono. Il principio fondamentale era e continua a essere la protezione delle frontiere esterne e fare investimenti veri in Africa perché l'unico modo per bloccare l'esodo è permettere a quelle ragazze e a quei ragazzi di avere un futuro nelle loro città».

Ma Macron frena: «In Francia nessun centro»
Ma qualcosa non torna. Perché secondo Macron «i nuovi centri di accoglienza per i migranti, previsti dall'accordo raggiunto nella notte a Bruxelles, saranno creati nei paesi più esposti ai flussi, ossia Malta, Italia, Spagna e Grecia». Di certo «Non in Francia». Questa la posizione del presidente francese Emmanuel Macron, che ha poi precisato: «La Francia non è un Paese di primo arrivo. Alcuni vogliono portarci a questo, ma ho rifiutato». Stessa posizione è stata assunta dall'Austria. Alla domanda se aprirà un centro per i migranti, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha risposto: «Naturalmente no... non siamo un paese di primo arrivo, a meno che la gente non arrivi in paracadute».