6 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
Movimento 5 stelle

Il M5s cambia le regole: ogni parlamentare potra spendere al massimo 3mila euro al mese

La cifra per i rimborsi per soggiorno, vitto, trasporti e telefoniche scende a 2mila euro per chi ha la residenza in provincia di Roma

ROMA - Un forfait da 3 mila euro al mese che diventano 2 mila per chi ha la residenza in provincia di Roma: è questa la cifra che i parlamentari del Movimento 5 stelle dovranno restituire mensilmente secondo il nuovo regolamento dei rimborsi dei portavoce del movimento alle Camere. Lo annuncia il blog delle stelle sottolineando che il taglio alle indennità e quello all'assegno di fine mandato sono altri due punti chiave del nuovo regolamento. Nella scorsa legislatura i parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno restituito oltre 23 milioni di euro finanziando il Fondo per il Microcredito alle imprese e contribuendo a creare più di 16.000 posti di lavoro. «Nella nuova legislatura - spiegano dal M5s - vogliamo fare ancora meglio, ed è per questo che il Comitato di Garanzia del MoVimento ha approvato un nuovo Regolamento per il trattamento economico dei portavoce eletti nel Parlamento italiano, nel Parlamento europeo e nei consigli regionali».

Obiettivo: «Corretto uso dei soldi pubblici»
Sarà questa, spiegano sul blog gli esponenti del M5s, la «stella polare che tutti i nostri eletti dovranno seguire, ma non ci basta. Vogliamo che il nostro esempio virtuoso diventi presto obbligo di legge, estendendo la nuova disciplina economica a tutti gli eletti di tutti i partiti ed eliminando finalmente gli odiosi privilegi della politica. Con il M5S al Governo possiamo realizzare ciò che abbiamo sempre sognato». L’obiettivo «è lo stesso di sempre, cioè garantire il corretto utilizzo dei soldi pubblici nel rispetto dei contribuenti, ma il nuovo Regolamento ci aiuterà a raggiungerlo con ancora maggiore efficienza».

Cosa prevede il nuovo regolamento
I punti chiave del Regolamento «sono pochi e semplici»: il taglio delle indennità e dell’assegno di fine mandato, il «rinnovato impegno a superare il privilegio dei vitalizi», sostituendolo con una pensione «calcolata come per qualsiasi lavoratore», la rinuncia a qualsiasi doppie indennità o rimborsi per altre cariche istituzionali ricoperte e, infine, la trasparente e regolare rendicontazione delle indennità, dei rimborsi e delle spese sostenute per l’organizzazione di eventi M5S e delle spese di mandato per collaboratori, consulenze, altri eventi e convegni. Nello specifico, i parlamentari dovranno restituire almeno 2.000 euro al mese e potranno trattenere un importo forfettario di 3.000 euro mensili, che diventano 2.000 per chi risiede in Provincia di Roma. «Per cosa? Per far fronte alle spese di soggiorno, vitto, trasporti e telefoniche».