17 febbraio 2020
Aggiornato 16:30
Immigrazione

La Lega pronta all’esordio europeo: «Per la prima volta l’Italia non andrà a Bruxelles con il cappello in mano»

Le parole del premier Giuseppe Conte e del ministro Paolo Savona alla Camera ‘caricano’ il mondo del Carroccio, alla prima sfida europea dell’era Salvini

ROMA - «Se per la prima volta l'Italia non va al Consiglio Ue con il cappello in mano, ma a dettare le condizioni, è solo grazie al ministro Salvini. In poche settimane è riuscito a far capire che la gestione dei flussi migratori non può essere un problema solo italiano e che sulle ong occorreva accendere un faro». Lo ha affermato il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, a proposito delle comunicazioni del presidente del Consiglio in vista del prossimo Consiglio Ue. «Qualcuno deve ancora spiegare - ha aggiunto - perché le ong hanno come unico approdo l'Italia. Io ho un'idea molto chiara: chi finanzia queste organizzazioni vuole destabilizzare il nostro Paese, creare un'emergenza sociale, un conflitto tra poveri, renderci più suscettibili al dominio del grande capitale finanziario internazionale. Iniziare a dirlo significa non solo fare gli interessi dell'Italia, ma dell'umanità, perché c'è chi tratta i migranti come merce su cui lucrare. Sulla Brexit, evitiamo - ha sottolineato Molinari - di pagare le conseguenze noi per le decisioni altrui: quando sentiamo parlare di tagli ai fondi Pac rispondiamo che l'Italia ha già dato. Con la stessa determinazione diciamo forte e chiaro che l'ipotesi di sostituire la Bce con il Fondo Salva Stati, ora che il Qe è terminato, non ci va bene: se qualcuno pensa di portare la Troika nel sostegno ai Paesi in difficoltà, com'è successo in Grecia, sbaglia di grosso».

Salvini parla della visita al centro per i rifugiati di Tripoli
Chi continua a parlare solo e soltanto di immigrazione perché è questo «il primo problema da risolvere a Bruxelles» è Matteo Salvini che su Facebook racconta della sua visita a un campo per rifugiati in Libia. Un vidoe che vuole essere un messaggio all’Europa in vista del Consiglio Ue: «Lunedì a Tripoli ho visitato un nuovo centro per immigrati controllato anche da personale Onu, una risposta a quelli che dicono che non si possono rimandare gli immigrati in Libia perché è un Paese pericoloso. Ora tocca all’Europa svegliarsi, per iniziare a contrastare seriamente il traffico di esseri umani». Il centro, «con letti a castello con borse dell'Onu in dotazione e piccoli frigoriferi, ha una capienza di mille migranti: qui gli immigrati rimangono per non oltre 3 mesi dall'arrivo, perché si tratta di un punto di transito. Il centro è dotato anche di un spazio attrezzato per le visite sanitarie». Per Salvini «non si può dire che siano campi di prigionia o di tortura, c'è anche il personale dell'Onu. Tutti quelli che dicono che non si possono riaccompagnare gli immigrati raccolti in mare perché vengono torturati, in questo centro dove c'è il personale dell'Onu hanno la risposta"».

Il messaggio di Tajani ai leader: «Smettete di beccarvi»
Sarà un incontro incandescente quello di Bruxelles come dimostrano anche le parole del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani: «I capi di Stato e di governo, che domani a Bruxelles si incontreranno nel Consiglio europeo, la smettano di beccarsi e trovino soluzione sulla questione migranti; è necessaria una risposta soprattutto su frontiere esterne». Tajani ha sostenuto ancora una volta «la proposta del Parlamento europeo sulla riforma di Dublino» sul sistema di asilo comune, «che riesce a coniugare fermezza e solidarietà in modo equilibrato», come «un'ottima base di partenza» per le discussioni fra i leader dell'Ue, che finora però l'hanno completamente ignorata. «Sulla vicenda immigrazione - ha avvertito il presidente dell'Europarlamento - si gioca la sopravvivenza politica e la credibilità dell'Unione europea. L'Ue deve dare una risposta, e quelli che pensano solo al proprio risultato elettorale fanno danno a stessi e all'Unione europea».