Salvini in Libia per fermare i barconi: ma ora il problema arriva... dalla Danimarca
Mentre il ministro è a Tripoli una nave danese diretta a Malta chiede il permesso di attraccare in Sicilia. A bordo 108 migranti soccorsi nel Mediterraneo
LIBIA - Mentre il ministro dell'Interno Matteo Salvini è in Libia per «impedire che i barconi prendano il largo», l'armatore danese Maersk Line ha confermato che un suo portacontainer con a bordo 108 migranti soccorsi nel Mediterraneo è bloccato al largo della Sicilia nell'attesa di una risposta delle autorità italiane. «Il porto più vicino è Pozzallo in Sicilia» ha detto all'Afp Mikkel Elbek Linnet, portavoce di Maersk Line. «La nave riceve un sostegno opportuno da parte del Centro di coordinamento dei soccorsi marittimi, che ha permesso sabato a cinque persone, soprattuto bambini e una donna incinta, di sbarcare» ha detto Linnet. Ora però l'equipaggio attende »le istruzioni delle autorità». Dopo Aquarius e Lifeline, quindi, una terza nave rischia di far esplodere nuovamente le polemiche a livello europeo proprio nella settimana del Consiglio Ue. Ed è qui che le parole pronunciate oggi da Matteo Salvini da Tripoli assumono ancor più peso: «Occorre che l'Europa sostenga finanziariamente l'azione volta a garantire percorsi di immigrazione legale e opporsi a flussi senza controllo».
Salvini dalla Libia: «No hotspot in Italia»
Matteo Salvini, in visita in un centro presto operativo a Tripoli per persone vulnerabili bisognose di protezione internazionale, ha sottolineato ancora una volta come «l'unico modo per contrastare veramente gli interessi criminali degli scafisti ed evitare i viaggi della morte è impedire che i barconi prendano il largo». Per questo ha ribadito il suo «no ad hotspot in Italia» perché «non fermerebbero l'immigrazione illegale e costituirebbero un'ulteriore difficoltà per noi e per la Libia». Al termine della conferenza stampa con il vicepremier libico Ahmed Maitig, Salvini ha voluto ribadire «il mio impegno per chiedere durante il prossimo vertice a Bruxelles che l'Europa passi dalle parole ai fatti: l'Italia e la Libia non possono essere lasciate sole in tema di immigrazione. E' necessario che siano protette le frontiere esterne dell'Europa ma che anche le frontiere esterne al sud della Libia vengano rinforzate. Deve essere un interesse comune dell'Europa la stabilità dei paesi del mediterraneo nel pieno rispetto della sovranità delle autorità libiche».
Ora il problema arriva... dalla Danimarca
Intanto, però la nave danese Maersk Line ha chiesto di poter attraccare in Sicilia per consentire soccorsi e accoglienza ai 108 migranti a bordo: «Mi aspetto che il governo italiano attui una soluzione che faccia sì che i migranti non restino a bordo della nave» ha detto la ministra dell'Immigrazione e dell'integrazione danese Inger Støjberg all'agenzia Ritzau. «Sono migranti che si dirigevano in Italia, spetta all'Italia accoglierli». Il portacontainer Alexander Maersk ha cambiato rotta dopo aver ricevuto un segnale di pericolo venerdì mattina, mentre era in rotta dallaa Libia a Malta. E' arrivato al largo di Pozzallo nel tardo pomeriggio di venerdì. Il Centro di coordinamento ha consegnato «rifornimento alla nave, in particolare cibo e coperte» ha detto l'armatore. Dal 2015 la Alexander Maersk ha partecipato a sette operazioni di salvataggio e ha accolto profughi a bordo tre volte.
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