24 agosto 2019
Aggiornato 13:00
Immigrazione

Da Macron... ai rom: Salvini sotto attacco sceglie la strada dell'ironia

Dal «troppo champagne» per il premier francese alla domanda 'scomoda' sui rom: «Anticostituzionale chiedere se pagano le tasse?»

MARINA DI MASSA - In uno degli ultimi comizi prima dei ballottaggi, Matteo Salvini smette di vestire i panni del 'duro' e sceglie la strada dell'ironia per cercare di rispondere agli attacchi che, da ogni parte, stanno arrivando sul suo ministero. L'ultima settimana è stata scandita da due polemiche, quella sul censimento dei rom e quella riguardo ai rapporti tra Francia e Italia dopo il caso Aquarius, sul fronte immigrazione. Ed è proprio su questi due temi che il leader del Carroccio ha incentrato il suo comizio toscano, davanti a una piazza come sempre gremita di gente. Il primo attacco 'ironico' è rivolto al presidente francese: «Macron non sta esprimendo grandissima simpatia in questi giorni... Ha detto che chi non apre le sue porte agli immigrati è un populista lebbroso. Signorino educato...probabilmente aveva ecceduto in champagne».

Dalle battute alla realtà, l'attacco alla Francia
Lasciata da parte l'ironia, Salvini torna all'attacco: «Noi - ribadisce il ministro dell'Interno - lezioni dai francesi non le prendiamo, lezioni da Macron non le prendiamo. Anche perché lui al confine a Ventimiglia schiera la polizia per respingere gli immigrati. Ha tutto il diritto di farlo ma almeno non rompa le scatole all'Italia che negli ultimi anni ha fatto sbarcare 650mila immigrati. Se vuole cominciare a essere generoso dia il numero di telefono della sua capitaneria di porto e i prossimi dieci barconi vanno a Marsiglia». Poi una battuta anche di stampo calcistico: «Non abbiamo neanche l'Italia ai Mondiali, sono costretto a tifare l'Islanda. Spero in una finale tra Islanda e Francia con l'Islanda che vince ai rigori, alla faccia di Macron» ha scherzando in un altro comizio stavolta a Marina di Pietrasanta (Lucca).

Da Macron si torna ai rom
Altro tema caldo della settimana, quello dei rom per i quali Salvini ha proposto un censimento. Sotto attacco da ogni parte con l'accusa di essere anticostuzionale, razzista, xenofobo, di incitare all'odio, il leader della Lega risponde dalla piazza con una battuta: «Vi chiedo, è incostituzionale sapere se i rom pagano le tasse o mandano i figli a scuola?». Poi la precisazione: «Non voglio schedare nessuno. Voglio semplicemente sapere chi vive nei campi rom, che lavoro fa, se pagano le tasse, se mandano i figli a scuola, se hanno macchine assicurate, se fanno tutto quello che fanno le altre persone al mondo».