30 marzo 2020
Aggiornato 06:00
Camere

Camere, la nuova legislatura inizia nell'impasse (e con le stoccate di Napolitano)

Intanto, Salvini dice la sua sui Cinque Stelle: "Dovrebbero parlare con Berlusconi, chiunque è eletto è interlocutore"

Un momento delle votazioni a palazzo Madama.
Un momento delle votazioni a palazzo Madama. ANSA

ROMA - La diciottesima legislatura si è aperta alla Camera e al Senato con un tripudio di schede bianche per l'elezione dei presidenti. Segno inequivocabile che manca l'accordo tra le forze politiche e che, come ha detto il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, tutto è ancora «aperto». Ma le aule, dopo la campagna elettorale, sono tornate ad essere popolate da deputati e senatori e i primi discorsi sulla nuova legislatura, entrambi non rituali, sono stati quelli di Giorgio Napolitano al Senato e Roberto Giachetti alla Camera.

L'analisi del voto di Napolitano
Dall'ex capo dello Stato, che guida i lavori al Senato in questi due giorni, una impietosa analisi del voto del 4 marzo che ha rappresentato «uno spartiacque» a favore dei movimenti e a danno dei partiti tradizionali, Pd in testa, percepiti dagli elettori come «lontani e chiusi». Inoltre, proprio davanti all'ex premier e segretario dem Matteo Renzi - che stamani ha preso posto per la prima volta nei banchi del Senato con a fianco Teresa Bellanova e Francesco Bonifazi - Napolitano non ha risparmiato stoccate perchè l'esito elettorale «ha mostrato quanto poco avesse convinto l'auto-esaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e da partiti di maggioranza».

Per il nuovo governo
Le bussole per la formazione del governo, ha ribadito Napolitano, sono rispettare l'espressione della volontà popolare e le prerogative del Capo dello Stato - che dal Colle ha seguito in diretta tv i discorsi e l'avvio dei primi adempimenti - nel quale è riposta la massima «fiducia»: va tenuto presente l'interesse dell'Italia che non può che essere restare "ancorata" all'Europa. No, poi, a qualunque indulgenza verso la violenza perchè, ha ricordato Napolitano, «il confronto politico va tenuto libero da qualsiasi nostalgia o indulgenza verso il regime della violenza che col fascismo ha dominato per vent'anni l'Italia». Giachetti, da parte sua, ha ribadito che la «campagna elettorale è finita» e ha lanciato un appello che in qualche modo è anche un'autocritica per la classe dirigente: «La politica è bella. Facciamo in modo che smetta di essere un bersaglio e torni ad essere percepita come vero orizzonte di speranza».

La partita al Senato e alla Camera
Al Senato già da domani - alla terza votazione che prevede la maggioranza dei presenti al voto - la partita per l'elezione del presidente entrerà nel vivo. Il centrodestra ha annunciato che punterà compatto sulla candidatura di Paolo Romani per la presidenza. Ma comunque vada a Palazzo Madama alla quarta votazione, che si dovrebbe tenere nel pomeriggio di domani, un presidente sarà eletto: ci sarà il ballottaggio tra i due più votati del terzo scrutinio e vincerà chi prende più voti. Alla Camera il quadro è anche più complesso, al punto che al momento non è stato deciso il calendario delle votazioni, al di là della seconda di oggi che inizierà alle 15,30. Secondo quanto si è appreso, poi, sarebbe giunta dal Movimento cinque stelle la richiesta di procedere con una terza votazione già oggi a Montecitorio in modo da effettuare successivamente la quarta votazione alla Camera con un quadro più delineato al Senato.

Salvini: chiunque è stato votato dagli italiani è un interlocutore
«Ci saranno i presidenti per sabato pomeriggio, il mio auspicio è questo. Se tutti fanno quello che ha fatto la Lega, e cioè un passettino indietro, si chiude», è la convinzione del leader della Lega Matteo Salvini, secondo il quale «il M5s sbaglia» a non voler parlare con Silvio Berlusconi, «perchè chiunque è stato votato dagli italiani è un interlocutore».

M5s: presidenza della Camera a noi
Intanto M5s continua a rivendicare, con il suo leader Luigi Di Maio, la presidenza della Camera come partito più votato e «nelle prossime ore» terrà ancora contatti con gli altri partiti, a cominciare da Lega e Pd. «Ho sentito più volte sia Matteo Salvini che Maurizio Martina in questi giorni, con loro continueremo a parlare - ha detto Di Maio parlando ai parlamentari Cinquestelle -. Una soluzione la troveremo. Nella giornata di oggi vi chiedo di stare sempre pronti, potremmo doverci riunire più volte. Potremmo dover cambiare il nostro modo di votare - non credo nella giornata di oggi, ma vediamo».

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