25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Ambiente

Rifiuti: i dischetti di plastica ritrovati sono filtri di un depuratore

Finalmente chiarita l’origine e la provenienza dei dischi ritrovati su molte spiagge del Mar Tirreno. Soddisfazione dal ministro dell'Ambiente, Galletti

I dischetti di plastica ritrovati sulle spiagge nella foto pubblicata dalla ong ambientalista Clean Sea Life
I dischetti di plastica ritrovati sulle spiagge nella foto pubblicata dalla ong ambientalista Clean Sea Life ANSA

ROMA – Non erano filtri di capsule del caffè: i dischetti di plastica ritrovati nei giorni scorsi in vari tratti del litorale del Mar Tirreno centrale sono i filtri di un depuratore. Gli oggetti sono stati rinvenuti soprattutto nei pressi dell'isola di Ischia, sul litorale campano e su quello laziale tra Fiumicino ed Anzio. Il lavoro delle strutture centrali e periferiche del Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera ha accertato nelle vicinanze di un impianto di depurazione collocato in prossimità della foce del Sele e sugli argini del fiume, una forte concentrazione di questi filtri. Attraverso altre verifiche sul depuratore sospetto, il personale della Guardia Costiera ha attribuito la fuoriuscita dei filtri a un cedimento strutturale di una vasca dell'impianto: i dischetti, scaricati nel fiume Sele, sono poi confluiti nel Mar Tirreno e da qui grazie alle correnti, hanno raggiunto le coste della Campania e del Lazio, fino ad arrivare sul litorale meridionale della Toscana.

Le congratulazioni del ministro Galletti
Determinante nella ricerca delle origini dei dischetti è stata l'attività del personale del Nucleo Speciale d'Intervento (N.S.I.) della Guardia Costiera, coordinato dal Reparto Ambientale Marino (R.A.M.) cui il Ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, ha conferito mandato per fare luce sulla vicenda. Il ministro ha quindi telefonato all'Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino per congratularsi per la rapidità con cui i suoi uomini sono riusciti a risolvere il mistero dell'inquinamento da dischetti di materiale plastico rinvenuti sin dalla scorsa settimana sulle coste del Mar Tirreno Centrale e sul litorale campano e laziale tra Fiumicino ed Anzio. «Quanto accaduto è intollerabile - ha dichiarato il ministro Galletti - Lo abbiamo affermato con grande forza sin dall'inizio del nostro mandato: chi inquina non può e non deve rimanere impunito. Danneggia il nostro mare, gli ecosistemi e la salute dei cittadini ovvero il capitale più importante che abbiamo».

Gli accertamenti del Ram
Una volta assodata la natura di "filtri a biomassa adesa" utilizzati per la depurazione delle acque reflue – ha spiegato la Guardia Costiera - gli accertamenti dei militari, svolti in modo capillare sul territorio interessato, si sono orientati verso la conferma della principale ipotesi investigativa, ovvero che questi materiali fossero stati rilasciati da impianti di trattamento dei reflui attraverso lo scarico diretto in mare o nei corsi d'acqua che sfociano in esso. Il ministro dell'Ambiente, che a poche ore dai primi ritrovamenti di dischetti in mare aveva dato incarico al Reparto Ambiente Marino (Ram) di coordinare le indagini, ha anche espresso tutta la sua soddisfazione per la professionalità dimostrata dall'Ammiraglio Pettorino nel dirigere le indagini dei tre reparti coinvolti: il Nucleo Speciale d'Intervento (Nsi), il Terzo Comando del Reparto Generale e appunto il Reparto Ambiente Marino, delle Guardia Costiera .