19 settembre 2018
Aggiornato 03:00

Così Grillo teorizza la società senza lavoro, dove il reddito è per diritto di nascita

In un post pubblicato sul suo blog il fondatore del M5s spiega la sua nuova teoria esistenziale (ed economica)
Beppe Grillo in un fermo immagine tratto da un video postato sul suo blog, durante una visita alla mostra Human+ di Roma
Beppe Grillo in un fermo immagine tratto da un video postato sul suo blog, durante una visita alla mostra Human+ di Roma (ANSA/ BEPPEGRILLO.IT)

GENOVA - "Siamo in un periodo di crisi, c’è la crisi e va superata. Sento ripetere queste parole all’infinito e non riesco a capire cosa stiamo cercando. Penso che prima di tutto questo non sia un periodo ci crisi. Se lo fosse non durerebbe da più di 10 anni. Siamo di fronte a qualcos’altro. Questo si collega direttamente al fatto che probabilmente tutti stanno cercando, non solo nel posto sbagliato, un qualcosa che non c’è. O meglio, non c’è più». Esordisce così Beppe Grillo in un post pubblicato sul suo blog, in cui decide di teorizzare una volta per tutte - ma sono state tante le "anticipazioni" in merito - la "società senza lavoro".

"Nostra era della sovrabbondanza"
"Per rispondere a questa crisi, per uscirne fuori, tutti cercano il lavoro. Ma siamo sicuri che il problema sia davvero il lavoro?" si chiede il fondatore del M5s. "Io penso di no. Il lavoro serve a produrre merci e servizi per soddisfare i bisogni dell’uomo. La nostra era è senza precedenti proprio per la sovrabbondanza di merci e servizi che abbiamo. Abbiamo una capacità produttiva che è di gran lunga superiore alle nostre necessità". Politici ed economisti - prosegue nel suo ragionamento - si impegnano tutti a capire come produrre di più. Dobbiamo pagare il debito, gridano. Dobbiamo lavorare di più, essere più produttivi, tagliare la spesa improduttiva. Siamo condizionati dall’idea che «tutti devono guadagnarsi da vivere», tutti devono essere impegnati in una sorta di fatica perché devono giustificare il loro diritto di esistere".

Un nuovo tempo in cui nessuno lavora più
E qui arriva la fondazione di un nuovo mondo, peraltro incostituzionale visto che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro: "Siamo davanti ad una nuova era, il lavoro retribuito, e cioè legato alla produzione di qualcosa, non è più necessario una volta che si è raggiunto la capacità produttiva attuale». Si vuole creare nuovo lavoro perché la gente non sa di che vivere, spiega Grillo, "si creano posti di lavoro per dare un reddito a queste persone, che non avranno un posto di lavoro, ma un posto di reddito, perché è il reddito che inserisce un cittadino all’interno della società". Una società evoluta è quella che permette agli individui di svilupparsi in modo libero, sottolinea, generando al tempo stesso il proprio sviluppo. "Per fare ciò si deve garantire a tutti lo stesso livello di partenza: un reddito, per diritto di nascita. Soltanto così la società metterà al centro l’uomo e non il mercato".