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Toti manda un avvertimento a Salvini e per il centrodestra auspica un nuovo «predellino»

"Matteo deve stare attento" dice il governatore del Lazio. Che spera in un nuovo centrodestra

Il governatore della Liguria Giovanni Toti con Matteo Salvini
Il governatore della Liguria Giovanni Toti con Matteo Salvini (ANSA/ LUCA ZENNARO)

GENOVA - "Matteo deve stare attento. Il primo governo Salvini non può nascere con un pasticcio. Io gli auguro di farcela, lo vedo determinato, impegnato. Ma adesso lui o trova la quadra vera, sul programma, e certamente non con il M5s, o altrimenti è meglio lasciar perdere. E puntare a un governo istituzionale». Giovanni Toti, presidente della Liguria, in un colloquio con il Foglio si rivolge così all'alleato. Toti pensa che ci voglia tempo, che "la situazione vada fatta decantare", che insomma la legislatura debba partire e che un governo vada fatto, "ma che sia un governo di 'tutti dentro' o 'tutti fuori'", dice Toti. In pratica un governo tecnico o del presidente, di larghe, anzi vastissime intese, "con la più ampia rappresentanza parlamentare possibile".

Un nuovo "predellino"
Tutti insieme con degli obiettivi di sistema, "una legge elettorale che permetta davvero ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti", pensa Toti. "E bisogna pure disinnescare le clausole di salvaguardia. Altrimenti qui si alza l'Iva. E questa eventualità va evitata assolutamente. Sarebbe un disastro per il paese». Per il centrodestra, pensa Toti, bisogna lavorare a un nuovo predellino, come quello di Berlusconi a piazza San Babila nel 2007, un'operazione che stavolta non sarebbe - pensa Toti - un colpo di teatro e di marketing creativo, "ma davvero un nuovo contenitore politico del centrodestra all'interno del quale tutte le componenti possano competere per la leadership".

"Salvini è quello che si sta muovendo di più"
Salvini, ricorda Toti "ha tolto la parola nord dal nome della Lega. Per contenuti, passi fatti, novità nella classe dirigente, è Salvini quello che si sta muovendo di più. Forse in maniera istintiva, ma va nella direzione del partito unico». Ci sono resistenze. "Paure mediocri da ceto politico che teme di perdere posti. Chi ha qualcosa da dire, che ha radicamento, ha solo da guadagnare da un'area più vasta dentro la quale competere». E Berlusconi? "Questa del partito unico è la cosa più berlusconiana di cui si sente parlare in questi giorni".