23 agosto 2019
Aggiornato 04:00
Appuntamenti

Eventi a Venezia, ecco cosa fare giovedì 22 febbraio

Spettacolo, musica e cultura. Ecco cosa vi attende in città ed una piccola guida per non perdere gli appuntamenti migliori della serata

Venezia, ecco cosa fare giovedì 22 febbraio
Venezia, ecco cosa fare giovedì 22 febbraio Shutterstock

VENEZIA – Teatro, concerti e cultura. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti più interessanti della serata veneziana.

A Teatro
Al Teatro Manibran in scena, «Zenobia regina dei Palmireni». Un’opera composta da Tomaso Albinoni nel 1694 per il teatro dei Santi Giovanni e Paolo su un libretto di Antonio Marchi. Si tratta della prima opera in musica del grande autore, contemporaneo di Antonio Vivaldi, oggi ingiustamente conosciuto più per il celebre Adagio per archi e organo composto in realtà dal musicologo Remo Giazotto nel secondo dopoguerra e falsamente attribuito proprio ad Albinoni. L’opera rientra a tutti gli effetti nella tradizione musicale del tempo, sempre molto pronta a riprendere temi caratteristici della grande storia romana, soprattutto se declinata nella sua variante imperiale, e racconta della potenza militare romana, della sua diffusione in tutto il mondo. La grandezza di Aureliano, imperatore e duce di tutte le armate imperiali, è maggiore quando sa compiere un passo indietro, sa rinunciare alla violenza nei confronti della vinta Palmira e sa scegliere tra i suoi sostenitori non gli infidi e i traditori bensì i consiglieri più acuti e più assennati. L’opera conta ben nove interpreti (siamo immediatamente prima della grande riforma di Apostolo Zeno e soprattutto quella di Pietro Metastasio) variamente distribuiti; l’organico strumentale prevede una orchestra d’archi con una tromba solista e una vasta regione di strumenti per il basso continuo, non esclusi quegli strumenti etnici che il doge Francesco Morosini aveva da poco vinto ai giannizzeri e portati a Venezia come parte integrante del bottino di guerra. Il lavoro, il cui fascino è oggi evidente proprio per le drammatiche vicende umanitarie ma anche artistico-archeologiche che coinvolgono la martoriata Palmira, è stato ripreso in forma scenica (ma con esiti francamente modesti) in Siria poco più di una decina di anni fa; rappresenta al contrario una novità assoluta per l’intera Europa.

Musica dal vivo
Dopo il successo della prima edizione, si ripete quest’anno «Il salotto improvvisato», la rassegna di sei incontri (dal 22 febbraio al 2 maggio) nel «salotto improvvisato» dell’Hotel Londra Palace di Venezia, ideata dalla giornalista Elena Ferrarese, curata e moderata dal critico musicale Enrico Bettinello ed il musicologo Veniero Rizzardi. L’intento del ciclo di incontri è quello di risvegliare l’interesse, la curiosità per il processo creativo e valorizzare le idee nuove, invitando i grandi artisti che le hanno. Qui, al Londra Palace, dove Pyotr Tchaikovsky (di cui quest’anno ricorre il 125 anniversario dalla morte) ha tratto ispirazione per comporre la sua Quarta Sinfonia, i musicisti compositori scelti, portando esempi, racconteranno come nascono le loro opere, svelando gli intimi impulsi che le generano. La prima protagonista dei sei incontri sarà Eloisa Manera, giovedì 22 febbraio alle 19. Violinista compositrice improvvisatrice italospagnola con una forte formazione classica, si sta affermando sempre più nell’ambito della musica jazz e creativa. Si dedica alla musica da sempre con grande curiosità e dedizione indagando il rapporto fra scrittura e improvvisazione. Negli ultimi anni i recenti lavori a suo nome riguardano un lavoro in solo con l’uso di elettronica (Rondine) e un progetto ispirato alle «Città Invisibili» di Calvino con un ensemble di otto elementi.

Concerti
Alla Fondazione T Fondaco dei Tedeschi, dalle 19, il concerto di «Etnoborder». Il fascino della musica etnica contemporanea. Suoni che vengono da lontano e strumenti antichi si fondono ai linguaggi del mondo e alla ricerca di compositori e musicisti contemporanei. «Etnoborder», la nuova rassegna firmata da Veneto Jazz per raccontare ed esplorare le diverse declinazioni della musica etnica, abiterà alcuni dei luoghi più affascinanti di Venezia, che tanto deve nella sua storia alle influenze di altre civiltà.

Musica e gusto
Al Laguna Libre, appuntamento dalle 20.30 con i «We Three». Il trio è composto da: Alberto Collodel (clarinetto basso / clarinetto) Marco Centasso (contrabbasso/ basso elettrico) Raul Catalano (batteria, percussioni) Il trio nasce a Venezia nei primi mesi del 2016 dall'incontro di Alberto Collodel (Laboratorio Novamusica, Kongrosian, Zvuk) con Marco Centasso e Raul Catalano (Ophir). Il repertorio dei «We Three» è il risultato dei diversi interessi ed esperienze dei musicisti: accanto ai classici standard jazz (Thelonious Monk, Ornette Coleman, Wayne Shorter) convivono brani originali in cui ritmiche funk e afro beat sfociano in momenti di libera improvvisazione e di ricerca sonora.