19 maggio 2024
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Eventi a Firenze, 7 cose da fare venerdì 12 gennaio

Musica, commedie, spettacoli, libri e cinema. Ecco tutto quello che vi attende in città e come fare per non perdere gli appuntamenti migliori

Firenze, 7 cose da fare venerdì 12 gennaio
Firenze, 7 cose da fare venerdì 12 gennaio Foto: Shutterstock

FIRENZE – Dai concerti, agli spettacoli a teatro; dal cinema, ai libri. Ecco qualche consiglio per non lasciarsi sfuggire i momenti più interessanti e godersi il venerdì sera fiorentino.

Musica live
Al Viper Theatre, il live dei «Canova» che presentano una special edition del disco e un nuovo tour «Avete Ragione Tutti deluxe», contiene due brani non presenti nella versione originale ovvero «Threesome», uscito quest'estate come singolo, e «Santamaria», un inedito assoluto.

Commedia
Al Teatro Puccini, «Superman è una pippa» con Jacopo Fo. Ci riempiono di bugie. Così poi da grandi riusciamo a credere al telegiornale. Perché non si dice che babbo Natale è cattivo? Come lo definisci uno che porta i regali solo ai bambini ricchi? Per tutta la vita hanno cercato di convincerti che esistono le bombe umanitarie, che le labbra e le tette rifatte sono più belle di quelle naturali e che siamo nati per soffrire. Balle: se fossimo nati per soffrire le donne invece delle tette avrebbero due rubinetti. E se fosse vero che tutti i padri amano i figli, quando nevica le strade sarebbero piene di pupazzi di neve. Il mondo è pieno di disastri. È la prova che i leader, i guru e i motivatori hanno fallito. Le persone serie che sanno cosa fare hanno fallito. Forse ti conviene sentire l’opinione di un clown.

Jazz
Il «Cocco Cantini Trio» si esibirà alle 21, al Teatro del Borgo (Firenze), con un repertorio jazz, per l’ultimo appuntamento della rassegna musicale «Non solo Jazz». Sassofoni: Stefano Cocco Cantini; Organo Hammond: Matteo Addabbo; Batteria: Andrea Beninati.

Cinema
Al Cinema Odeon, «Tre manifesti a Ebbing, Missouri». Un film di Martin McDonagh, con Frances McDormand, Sam Rockwell Le vicende di una madre in cerca di giustizia per la figlia, che ingaggia una lotta contro un disordinato branco di poliziotti pigri e incompetenti. Dopo mesi trascorsi senza passi in avanti nelle indagini sull’omicidio di sua figlia, Mildred Hayes (Frances McDormand) decide di prendere in mano la situazione e «rimbeccare» le indolenti forze dell’ordine. Sulla strada che porta in città, la madre furente noleggia tre grandi cartelloni pubblicitari sui quali piazza una serie di messaggi polemici e controversi, rivolti al capo della polizia William Willoughby (Woody Harrelson). Lo stimato sceriffo di Ebbing prova a far ragionare la donna, ma quando viene coinvolto anche il vice Dixon (Sam Rockwell), uomo immaturo dal temperamento violento e aggressivo, la campagna personale di Mildred si trasforma in una battaglia senza esclusione di colpi.

Musica classica
Al Nuovo Teatro dell'Opera, Wolfram Christ in concerto. La nona sinfonia di Dmitrij Šostakovič avrebbe dovuto nascere, secondo le indicazioni del regime sovietico, come contraltare alla nona di Beethoven per rappresentare la vittoria della "Grande guerra patriottica"; l'autore, tuttavia, sorprese i critici con una composizione semplice e allegra, a tratti scherzosa, basata sulla classica struttura haydeniana, con un ritornello, temi spagnoleggianti e, nel finale, la citazione di una polka tratta da un film del 1935, La giovinezza di Maksim, le cui musiche di scena erano state composte dallo stesso Šostakovič.

Libri
All'Ibs Bookshop, la presentazione del libro «Coricarsi e morire» di Adalet Agaoglu. Chiusa in una stanza al sedicesimo piano di un albergo di Ankara, una donna, Aysel, decide di abbandonarsi alla morte. Un abbandono volontario, consapevole, che la conduce a ripercorrere la propria vita. Educata secondo gli ideali di civiltà e progresso sui quali le élites repubblicane avevano eretto la neonata nazione turca, Aysel dovrà combattere strenuamente contro i pregiudizi della generazione di padri, che mal comprende la modernità imposta dall’alto, per adeguare sé stessa al modello di ‘donna emancipata’ promosso da Kemal Atatürk. Seppur a fatica, riuscirà a svincolarsi dal ruolo di moglie e madre imposto dalla morale tradizionale e a realizzare le proprie ambizioni personali. Ma quando Engin, uno dei suoi studenti, irromperà nella sua vita, l’apparente idillio in cui vive sarà irrimediabilmente rotto. L’emancipazione femminile promossa dalla nuova Turchia, l’inclusione della donna nello spazio pubblico sono state raggiunte ma a un caro prezzo: la negazione del suo corpo e la soppressione di qualsiasi altra aspirazione che non rientri nel perimetro tracciato dai riformatori kemalisti. In questo romanzo Adalet Ağaoğlu costruisce un percorso insieme personale e corale, sofferto e commovente, ma pervaso da tagliente ironia. Autobiografia, romanzo epistolare e autoanalisi si fondono in uno stile nervoso e multiforme che si dilata e si comprime come la nozione del tempo. Uno spaccato della Turchia tra la fine degli anni Trenta e gli anni Sessanta, che non si ferma in superficie, ma va a fondo del processo di modernizzazione, portandone a galla i traumi e le contraddizioni

Per i più piccoli
Al Teatro Lumière, «C'era una volta... il regno delle favole». Spettacolo musicale. La vicenda si regge su un parallelo metaforico per cui quando sulla terra qualcuno racconta una fiaba, nel regno delle favole i vari personaggi entrano in azione e recitano la loro parte. Ma sulla terra si è persa la fantasia e quasi più nessuno racconta le favole considerando la cosa solo una perdita di tempo e trovando più semplice mettere i bambini davanti allo schermo della TV. Così il regno delle favole è in crisi e i personaggi stessi sono disoccupati e fuori allenamento, perdono la loro aura fantastica e rivelano i curiosi aspetti delle loro personalità fino ad ora sconosciuti. Ecco allora che il Re delle favole ha un’idea.