23 agosto 2019
Aggiornato 04:30
Appuntamenti

Eventi a Bologna, ecco cosa fare venerdì 5 gennaio

Dagli appuntamenti della tradizione, allo spettacolo, alla musica. Ecco cosa vi attende in città e come fare per non perdersi il meglio

Bologna, ecco cosa fare venerdì 5 gennaio
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BOLOGNA – L'Epifania che si avvicina, gli spettacoli a teatro, i concerti. Ecco qualche consiglio per godersi la serata e per non lasciarsi sfuggire gli appuntamenti più interessanti.

A brusa la vecia
Legata alla tradizione contadina più autentica, la manifestazione è organizzata da gruppo di privati, che mettono a disposizione il terreno e in alcuni casi anche un assaggio di crescente con salamino, ciccioli e mortadella accompagnati da vino o vin brulè.  La tradizione rivive anche nell'antica usanza dei bambini di andare di casa in casa, travestiti da «fcén» (vecchini), a offrire doni e a recitare «zirudelle», filastrocche dialettali in rima, in cambio di una piccola ricompensa culinaria. Le figura della Befana trae origine dalle tradizioni agrarie pagane: la vecchia che brucia rappresenta l’anno trascorso, dalle cui ceneri nascerà quello nuovo. Perché è proprio nel momento in cui l'anno finisce che è pronto a rinascere come nuovo. Non a caso si usa dire «l’Epifania tutte le feste porta via»: dopo il 6 gennaio, infatti, il contadino riprendeva i lavori agricoli a cominciare dalla semina, per dar vita ad un nuovo raccolto.

A teatro
Al Teatro Duse, fino al 7 gennaio, «Fantateatro, Il canto di Natale». Liberamente ispirato al racconto di Charles Dickens, racconta la storia di Scrooge, uomo d’affari, che pensa solo al successo, al denaro e al lavoro, a discapito della famiglia. La svolta della sua esistenza si ha proprio alla vigilia di Natale, quando rientrando a casa più arrabbiato del solito si trova di fronte tre fantasmi, che rappresentano il passato, il presente e il futuro. Quest’incontro cambierà il suo modo di provare i sentimenti e di relazionarsi con gli altri.

Spettacolo
All' Arena del Sole - Sala Leo de Berardinis, in scena Pinocchio. Dopo il grande successo di Santa Estasi - il progetto nel 2016 si è aggiudicato sia il Premio Ubu come spettacolo dell’anno che il premio assegnato dalla Associazione Nazionale Critici di Teatro per aver «segnato la stagione» - l’indiscusso talento di Antonio Latella si confronta con Pinocchio di Carlo Collodi, figura universale che appartiene alla memoria collettiva, personaggio di cui ciascuno di noi coltiva una memoria propria, quasi esclusiva. Una sfida coraggiosa che il neodirettore della Biennale Teatro di Venezia, affronta insieme a Federico Bellini e Linda Dalisi con i quali condivide il lavoro di scrittura

Musica live
Al Bravo Caffè, alle 22.30, Rigo live: il bassista e cantautore presenta «Cash Machine». Antonio «Rigo» Righetti presenta in concerto a Bologna, il nuovo album, accompagnato in versione elettrica dai compagni di strada di sempre, Mel Previte alle chitarre e Robby Pellati alla batteria, insieme a Rigo da oltre 25 anni dagli esordi con i Rocking Chairs, storica formazione che ha anticipato un certo modo di suonare rock in Italia passando per la collaborazione con i Gang per il tributo a Tenco e ancora l'esperienza al fianco di Luciano Ligabue dal 1994 al 2007, in studio e sul palco, dagli stadi ai teatri fino ai tre mega concerti al Campovolo. «Cash Machine» è stato registrato ai Northhouse Studio di Ebbw Vale, in Galles. L'album raccoglie l’amore per la musica, per la vita, la condizione umana e la follia di fare un mestiere che è considerato un lusso e da qui nasce lo spunto per il titolo. Un bancomat, come simbolo di ciò che riduce i rapporti a una semplice transazione, automatica, tutto ciò che questo disco non è e non vuole essere. «Cash Machine» è un album di «Americana», in cui emergono tutte le passioni del bassista e singer/songrwriter, da Dylan al blues, passando per Waits e Johnny Cash, senza però volere mai rinunciare alle proprie radici per imitare, anche solo vocalmente, modelli stranieri. E, in questa «Americana» in realtà molto italiana troviamo anche la collaborazione di Antonio Gramentieri noto anche come Don Antonio, uno dei chitarristi più significativi del nostro paese che ha dato il suo tocco in alcuni brani tra chitarre vintage, lapsteel, inserti minimali capaci però di definire un mondo sonoro. C'è poi una storia che lega tutti i brani dell'album ed è quella che Rigo racconta nel romanzo parzialmente autobiografico «Schiavoni Blues» in uscita in contemporanea con l'album pubblicato da Artestampa, una storia che è quasi una leggenda modenese, quella di suo padre Guido, del suo bar nel Mercato Coperto e di come il musicista è cresciuto ed ha scelto la sua strada, la meno scontata tra le tante possibili. Il tracking del disco è stato effettuato in Galles, con l'ausilio di Chris Peet, engineer e chitarra acustica, la batteria minimale di Dave Harris e tutto quello che diventa suggestione quando ti cali in un contesto nuovo.