17 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
Rifiuti

Roma: cassonetti strapieni, la spazzatura di Natale invade le strade

Da Marconi a Montesacro, la Capitale assiste inerme all'invasione dovuta agli incarti dei regali e alle confezioni degli alimenti consumati nelle festività

ROMA - Non solo spelacchio: durante queste festività, le strade in diversi quartieri di Roma stanno ospitando cumuli di rifiuti che fuoriescono dai cassonetti. La situazione, ovviamente, era ampiamente prevedibile, ma l’Ama si trova a fronteggiare una serie di problematiche che non mettono gli operatori ecologici nelle migliori condizioni per lavorare. Non solo molti automezzi per la raccolta sono fuori uso, ma i due Tmb sono strapieni.

Cassonetti strapieni - Sui social network impazzano le foto che raccontano le montagne di immondizia accumulata in questi giorni. La rabbia dei romani è tanta: si poteva e si doveva evitare una situazione non certo degna della Capitale d’Italia, né di una qualunque città evoluta. Il maltempo delle ultime ore, poi, potrebbe peggiorare una situazione davvero delicata con i sacchi di spazzatura trasportati nelle carreggiate dalla pioggia e dal vento. A viale Marconi e nelle strade adiacenti sono numerosi i cassonetti strapieni; «cartoline» simili arrivano anche da altre zone come piazzale Adriatico o piazza Re di Roma.

La spazzatura di Natale invade le strade di Roma
La spazzatura di Natale invade le strade di Roma (L.C.)

Ama con pochi mezzi - A entrare in azione in questi giorni sono stati solo pochi compattatori destinati alla raccolta dei rifiuti. La municipalizzata romana, infatti, ha a disposizione solo la metà dei camion per il ritiro della spazzatura: gli altri mezzi sono guasti e come ha raccontato Repubblica non vengono aggiustati con la giusta tempistica. Molti dei mezzi utilizzati, inoltre, rimangono fermi in attesa di scaricare quanto hanno raccolto a causa delle file nei presi degli impianti di smaltimento. A essere insufficienti , infatti, sono anche gli impianti di trattamento meccanico biologico. Una volta che i due Tmb raggiungono (e superano) la propria capacità di smaltimento, ecco che l’Ama si vede costretta ad appoggiarsi agli stabilimenti privati dell’eterno «signore della spazzatura romana», Manlio Cerroni.

A pagare sono i romani - Chi fa le spese di questa situazione sono i cittadini che vedono recapitarsi multe salatissime quando non svolgono un corretto smaltimento dei rifiuti. È quanto ha denunciato Federico Rocca, responsabile romano enti locali di Fratelli d’Italia: «Gli operatori dell’Ama con una certa solerzia multano i condomini soggetti alla raccolta porta a porta, sanzioni che arrivano anche a 1500/2000 € a condominio e senza che si possa contestare la veridicità di quanto affermato nella sanzione. Del resto, osserva Rocca, «se si getta la carta nella plastica e viceversa e non si aiuta il corretto funzionamento del servizio ed è giusto beccarsi la sanzione: ma chi paga per i disservizi e i disagi causati dall’Ama ai cittadini romani?». Quella vissuta a Roma in questi giorni è una situazione che crea degrado, sporcizia, cattivi odori e ovviamente la presenza di ratti: «I cittadini - conclude Rocca - non hanno nessuno strumento per difendersi, per questo servirebbe un’amministrazione comunale in grado di tutelare i cittadini e di imporre al management di Ama il rispetto del contratto di servizio ma a quanto pare non è così e ai cittadini non resta che tenersi rifiuti e sanzioni».