17 giugno 2019
Aggiornato 15:00
Terrorismo

Terrorismo, paura a Genova: marocchino «pronto a immolarsi per l'Isis»

A Genova è stato arrestato un marocchino che secondo gli inquirenti era pronto a mobilitarsi per la causa dello Stato Islamico

L'antiterrorismo italiano ha fermato a Genova un uomo marocchino «pronto a immolarsi per l'Isis»
L'antiterrorismo italiano ha fermato a Genova un uomo marocchino «pronto a immolarsi per l'Isis» ( ANSA )

GENOVA - A Genova è stato arrestato un marocchino che secondo gli inquirenti era pronto a mobilitarsi per la causa dello Stato Islamico. L’uomo accusato di far parte dell’Isis, il 39enne Nabil Benamir, è stato fermato dalla Digos di Genova e dal Servizio Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo esterno della Dcpp/Ucigos con l’operazione «Over the Web», diretta dalla Dda di Genova in raccordo con la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. L'uomo era da alcuni mesi già detenuto nel carcere di Genova per lesioni dolose e maltrattamenti nei confronti della ex compagna.

Come l'hanno scoperto
E’ stato individuato con il lavoro di un network investigativo internazionale, del quale hanno fatto parte gli uffici Antiterrorismo della polizia italiana, l’Aisi, la polizia olandese, l’Europol e l’FBI statunitense. L’indagine è iniziata nel giugno scorso, quando la nostra intelligence ha acquisito informazioni su Benamir, allora sconosciuto all’antiterrorismo ma considerato un esponente di rilievo dell’Isis ritornato in Europa, «con l’obiettivo di addestrare altri membri dello Stato Islamico alla fabbricazione e all’utilizzo di esplosivi».

Ordigni e video di azione suicide
L’individuazione in Italia dell’uomo risale all’inizio di agosto, quando la polizia soccorse a Genova una ragazza incinta, poi rivelatasi compagna di Benamir, vittima della violenza cieca del fidanzato, che poco dopo fu arrestato. Ad incastrare il giovane marocchino furono la memoria del suo smartphone e i dati a lui riferibili sulle reti social, che avrebbero evidenziato il suo elevato livello di pericolosità. Insieme ad istruzioni per azionare ordigni esplosivi con vecchi cellulari, uno dei quali in suo possesso, sono stati infatti trovati video di azioni suicide e testamenti di attentatori prima di immolarsi, oltre a tracce di comunicazioni effettuate tramite WhatsApp che lasciano supporre l’esistenza di un mandato che Benamir avrebbe dovuto assolvere in Italia.