18 agosto 2019
Aggiornato 17:30

Il centrodestra alla resa dei conti: cosa unisce e cosa divide Berlusconi, Salvini e Meloni

Alcuni nodi cruciali nell'alleanza - come quello della leadership – restano tutt'ora irrisolti e molti temi dividono i tre partiti l'uno dall'altro

Silvio Berlusconi parla dell'alleanza con Giorgia Meloni e Matteo Salvini a Porta a Porta
Silvio Berlusconi parla dell'alleanza con Giorgia Meloni e Matteo Salvini a Porta a Porta ANSA

ROMA – La campagna elettorale in vista della chiamata alle urne del 4 marzo prossimo è appena cominciata, ma il centrodestra è già a un passo dal vincere le elezioni politiche italiane 2018. La coalizione composta da Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia sfiora ad oggi il 40% dei consensi e potrebbe crescere ancora nei prossimi mesi. Mentre il Pd non supera la famigerata «quota Bersani» e il M5s, pur essendo la prima forza politica nazionale, da solo non è abbastanza forte da vincere contro il centrodestra unito. La vittoria di Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni sembrerebbe quasi scontata, se non fosse che dalle parti della «triplice alleanza» si sente qualche scricchiolio e la tenuta non è garantita nel lungo periodo. Alcuni nodi cruciali - come quello della leadership – restano tutt'ora irrisolti e molti temi dividono i tre partiti l'uno dall'altro. Cerchiamo allora di capire su cosa sono d'accordo Berlusconi, Salvini e Meloni e quali, invece, possono essere ancora i motivi di discussione tra loro.

  • La battaglia contro lo Ius soli
    Sicuramente uno dei cavalli di battaglia del centrodestra unito è la guerra allo Ius soli, che mette tutti d'accordo. Il rigore contro l’immigrazione clandestina è il trait d'union dell'alleanza. Prima Giorgia Meloni, poi Matteo Salvini sono scesi in piazza a Roma per manifestare contro lo Ius soli e anche Berlusconi si è schierato apertamente dalla loro parte sul tema della cittadinanza agli stranieri;
     
  • Il programma economico e la flat tax
    Anche sul programma economico e la politica fiscale le cose vanno a gonfie vele, perché la proposta leghista della flat tax elaborata da Armando Siri piace sia a Fratelli d'Italia che a Forza Italia. Tutti e tre i partiti sono convinti che l'aliquota unica sosterrebbe la ripresa economica nazionale e sono tutti d'accordo, sebbene Silvio Berlusconi ogni tanto cerchi di prendersi il merito della gestazione dell'idea facendola risalire al lontano 1994;
     
  • Il tema della sicurezza e la legge Molteni
    I dolori, invece, cominciano quando si inizia a parlare di sicurezza, welfare e rapporti con l'Unione europea. E qui vengono fuori le anime e le inclinazioni molto diverse dei partiti che compongono la coalizione. Proprio nelle scorse, in Senato Forza Italia ha votato contro l'iter veloce della legge Molteni che avrebbe garantito pene più dure e severe contro stupratori e assassini. E tra Salvini e Berlusconi è stato – ed è – scontro aperto, tanto che il segretario del Carroccio sta mettendo il discussione la prosecuzione del dialogo politico con il presidente azzurro. Il tema della sicurezza è uno dei cavalli di battaglia della Lega, che però Forza Italia ha evidentemente deciso di non cavalcare;
     
  • Welfare: Anziani, giovani o bambini?
    Altra nota dolente è quello delle priorità nel welfare. Se Silvio Berlusconi ha deciso di puntare sull'elettorato medio e in particolare sul voto dei pensionati (non solo perché più vicini a lui per età anagrafica, ma perché rappresentano una grande fetta dell'elettorato), promettendo di alzare le pensioni minime a mille euro al mese se sarà al Governo, Matteo Salvini preferisce invece scommettere sui giovani mentre Giorgia Meloni – neo mamma particolarmente sensibile al tema della famiglia - ha appena lanciato il più imponente piano per la natalità della storia d'Italia;
     
  • I rapporti con Bruxelles
    Infine c'è il problema dei rapporti con Bruxelles, perché su questo piano le inclinazioni dei tre partiti sono completamente diverse. Berlusconi è europeista convinto, mentre Salvini e Meloni sono molto più critici verso l'Unione europea. La leader di Fdi, in particolare, ha più volte parlato della necessità di inserire nella Costituzione italiana una «clausola di supremazia» che consenta di annullare le leggi europee «fatte contro i nostri interessi». E Salvini, anche se ora ha smorzato parecchio i toni, fino a non molto tempo fa chiedeva l'uscita dall'euro. Come si evince, dunque, le differenze tra Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia non mancano. La necessità di dover governare insieme sarà sufficiente a tenere in piedi l'alleanza?