21 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
La polemica

Attenzione: una bandiera è più pericolosa delle aggressioni brutali

Come può una bandiera appesa a un muro fare più notizia di due gravi aggressioni su cui tutta Italia dovrebbe fermarsi e riflettere?

ROMA - A Milano un vigilante viene accerchiato da una decina di nordafricani, pestato a sangue e accoltellato alla schiena. A Ferrara una ragazza viene letteralmente sfigurata e derubata di 500 euro: «Non erano italiani» ha sostenuto davanti alle telecamere. Su queste aggressioni, che ormai costituiscono un vero e proprio bollettino di guerra, cala l’ormai consueto silenzio mediatico. Meglio parlare di bandiere imperiali tedesche descritte come neonaziste, pur non essendolo.

Fake news e omissioni - Eccoli lì, sono sempre loro: quelli che parlano di lotta alle fake news alla fine sono proprio quelli che le bufale le coccolano. Non solo: oltre a cullare notizie false e distorte, certi personaggi possono contare anche su certe omissioni mediatiche. Eh già, perché di fronte al clamore suscitato dalla bandiera «neonazista», le due aggressioni per mano di immigrati sono passate praticamente sotto silenzio, calando un velo inquietante su un’emergenza come quella dell’accoglienza.

Milano - Nella sera di sabato una guardia giurata che stava prestando servizio al McDonald’s nella centralissima Galleria Fontana, è stata aggredita a calci e pugni sul corpo e in testa. Quando l’addetto alla sicurezza, un albanese di 29 anni, ha invitato a uscire una decina di ragazzi nordafricani che stavano disturbando gli altri clienti, è partita l’aggressione. Una volta a terra, il vigilante è stato accoltellato alla schiena. Gli aggressori erano clienti abituali, quindi non dovrebbe essere difficile la loro identificazione. La sera prima, sempre a Milano, nelle vicinanze di piazza Vetra, sono state fermate 13 persone (10 marocchini, 2 senegalesi e un gambiano), 9 dei quali non in regola con i documenti e uno di loro è stato denunciato per spaccio.

Ferrara - Ha fatto il giro dei social network il volto della ragazza ferrarese completamente sfigurato. Certo, non ha avuto la stessa popolarità delle discussioni sulla bandiera affissa in una caserma dei Carabinieri a Firenze. Sandra Maestra, per gli amici Sandry, è stata aggredita alle spalle nella sera di giovedì scorso: alcuni sconosciuti le hanno sbattuto la testa contro una panchina per poi sottrarle il portafoglio con 500 euro dentro. Si ricorda poco, ma tra le immagini che le sono rimaste impresse c’è quella di alcuni degli assalitori: «Non erano italiani». Ma a Ferrara la tensione è molto alta: l’ultima aggressione risale a sabato sera quando un ferrarese di 34 anni è stato aggredito da alcuni spacciatori nigeriani mentre passeggiava n bicicletta.

Il problema vero? Una bandiera - Ormai il bollettino di guerra sta normalizzando le aggressioni per mano di immigrati che hanno trasformato interi quartieri di molte città italiane in zone extraterritoriali dove l’unica legge è la loro. Secondo giornali e tv, però, il problema sembra essere un altro: una bandiera presente in una caserma dei Carabinieri a Firenze. Stamattina molte testate la descrivono ancora come una bandiera «nazista» e «hitleriana»: peccato che quello sia il vessillo di combattimento della Marina Imperiale Tedesca, usata fino alla fine della prima guerra mondiale. Come ha fatto notare qualcuno, siamo di fronte a un doppio errore: quello degli estremisti di destra che la considerano un vessillo del nazionalsocialismo e quello dei benpensanti che la additano come simbolo hitleriano. Un terzo cortocircuito riguarda il carabiniere che l’ha affissa al muro: quella bandiera infatti rappresenta le forze armate ostili all’Italia nel primo conflitto mondiale. «Sono un appassionato di quel periodo storico» ha sostenuto giustificandosi «Non sapevo fosse usata dai gruppi di estrema destra». Ma in fondo chi se ne frega: l’importante è che venga agitato lo spettro di quel vessillo, per nascondere ben altro.