6 dicembre 2019
Aggiornato 21:00

Da Trieste Meloni rivendica la leadership del centrodestra: ecco le mie richieste a Salvini e Berlusconi

Sono due i punti programmatici, di valenza costituzionale, che la presidente di Fdi, Giorgia Meloni, ha chiesto di condividere agli alleati di Fi e Lega, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini

La presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni parla ai delegati dal palco del congresso nazionale del partito al PalaRubini di Trieste
La presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni parla ai delegati dal palco del congresso nazionale del partito al PalaRubini di Trieste ANSA

TRIESTE - Supremazia della Costituzione sulle leggi europee come in Germania e presidenzialismo. Sono i due punti programmatici, di valenza costituzionale, che la presidente di Fdi, Giorgia Meloni, ha chiesto di condividere agli alleati di Fi e Lega, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. «Ci siano delle differenze, sulle quali bisogna trovare delle sintesi. E anche oggi dal congresso di Fratelli d’Italia rivolgo un appello, duplice. Un appello a Silvio Berlusconi a dire se è d’accordo a quella che noi chiamiamo una ‘clausola di supremazia’ cioè a dire che la Costituzione italiana deve venire prima delle norme europee, renderci così possibile annullare leggi europee fatte contro i nostri interessi e a Matteo Salvini chiedo se è disponibile a costruire insieme una riforma costituzionale che dica presidenzialismo e federalismo, perché immagini così un federalismo patriottico» ha detto Meloni.

Salvini al Cav: "Basta sparate"
Intanto Salvini chiede al Cavaliere di smetterla con i "nomi a capocchia": «Basta sparate, non si possono lanciare nomi a capocchia» ha detto in una intervista a Il Mattino, tornando a rivolgersi a Berlusconi dopo il lancio da parte dell’ex premier dell’ex generale dei Carabinieri Gallitelli per la guida di Palazzo Chigi. «Il centrodestra – ha sostenuto – ha il dovere di presentarsi agli italiani con un progetto chiaro, mettendo il programma nero su bianco. Occorre chiarezza soprattutto per non ricadere negli errori del passato, quando si vinceva ma poi si litigava e non si governava». Salvini ha chiarito che se non va bene il notaio, si può andare dal macellaio, dal benzinaio, a me va bene ovunque. Io non voglio vincere solo per il gusto di vincere ma per cambiare il Paese. Se ci sono problemi meglio affrontarli prima». «Molti elettori di centrodestra mi chiedono di convincere Berlusconi a non rifare gli errori del passato, a non candidare riciclati e poltronari che fino a ieri sono stati complici di Renzi e del Pd nello sfasciare l’Italia. Lo farò. Vogliamo vincere per cambiare l’Italia, non per distribuire poltrone per poi litigare senza combinare nulla».

Di Maio: "Una boutade di Silvio"
E sulla proposta del Cavaliere di candidare il generale dei Carabinieri Gallitelli interviene anche il candidato premier del M5s Luigi Di Maio: «Il nome di Gallitelli per la leadership del centrodestra? E’ stato un generale dei carabinieri, a quanto ho capito Berlusconi ha lanciato il suo nome ma come boutade, perché nel centrodestra non c’è accordo» ha affermato Di Maio al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. «Io sono preoccupato da una cosa – ha proseguito il deputato M5S a Rai Radio1 – ieri in Sicilia la Lega è già uscita, con un consigliere dalla maggioranza, e la maggioranza si reggeva proprio su consigliere. Allo stesso modo rischiamo di far piombare il Paese in un caos di ammucchiate elettorali il giorno dopo le elezioni». Per quale motivo? «Chi vota centrodestra – ha spiegato Di Maio – rischia di far cadere il paese nel caos perché Berlusconi, Salvini e la Meloni stanno insieme per le poltrone, il giorno dopo si separeranno».