23 ottobre 2019
Aggiornato 12:30

Congresso Fdi, Meloni dal palco di Trieste: «Vogliamo tornare a fare gli interessi della Nazione»

Sullo ius soli, Meloni ha tuonato: «Per chi crede nella patria, la cittadinanza è una cosa seria: va sudata, meritata, richiesta e celebrata. Non può essere regalata»

Giorgia Meloni sul palco di Trieste
Giorgia Meloni sul palco di Trieste ANSA

TRIESTE – Difesa del concetto di ‘patria’, sostegno della natalità, precedenza ai bisogni degli italiani, niente accordi sottobanco tra i partiti. Sono i punti cardine del programma con cui Giorgia Meloni punta alla guida del Paese, presentandosi come candidata per il suo partito e giocandosi le sue carte all’interno della coalizione di centrodestra. Concetti espressi molto chiaramente nel corso del suo intervento al II Congresso Nazionale di FdI, ospitato a Trieste sabato 2 e domenica 3 dicembre

Prima gli italiani
«Noi i problemi della gente li conosciamo, perché siamo sempre in prima linea, nelle periferie, non siamo come quelli che dai salotti li negano – ha esordito così Meloni davanti a migliaia di delegati dal palco del PalaTrieste –. Ci appelliamo a quei patrioti, a coloro che vogliono bene all’Italia. Termini che utilizziamo non per rievocare contrapposizioni nazionalistiche, ma per riaffermare che la patria rappresenta l’unica forma di sovranità rimasta e l’unico strumento per difendere il popolo in quest’era di globalizzazione. Vogliamo tornare a fare gli interessi della Nazione: basta con i ricatti finanziari dell’Europa». La leader di Fdi ha iniziato a parlare poco dopo le 13.30, intrattenendo la platea per più di un’ora. Prima di lei, introdotti da Ignazio La Russa, erano intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, Mariastella Gemini, Massimiliano Fedriga, Walter Rizzetto, Giovanni Toti, Fabio Rampelli.

Immigrazione: in Italia non si entra illegalmente
Nel suo intervento Meloni ha citato i tanti patrioti a cui Fdi vuole rivolgersi per cambiare l’Italia: ai pensionati, ai militari impegnati nelle missioni all’estero, alle maestre che si oppongono alla diffusione delle teorie gender nelle scuole, alle mamme, agli italiani residenti all’estero, ai sindaci. Si è poi soffermata sul tema dell’immigrazione: «Chi l’ha detto che l’immigrazione è un diritto? – ha tuonato la leader di Fdi –. Ve li ricordate i nostri emigranti con la valigia di cartone come venivano trattati in America? Qualcuno li ha mai mantenuti a 37 euro al giorno senza chiedergli di fare nulla? I nostri patrioti si sono affermati all’estero con umiltà e con il lavoro, senza pretese. Dobbiamo essere chiari su questo punto – ha precisato – in Italia non si entra illegalmente: se serviranno muri, trincee o blocchi navali li faremo. E sono certa che quando fermeremo le partenze, finiranno anche le morti in mare. Lo abbiamo già fatto. Oggi, purtroppo, quelle morti sono funzionali a chi ha interesse a produrre nuova immigrazione». Sullo ius soli, Meloni ha aggiunto: «Per chi crede nella patria, la cittadinanza è una cosa seria: va sudata, meritata, richiesta e celebrata. Non può essere regalata».

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni (ANSA)

La natalità da incrementare come priorità
La leader di Fdi ha posto l’accento sulla necessità sostenere le nascite: «Le famiglie vanno rimesse al centro dello Stato: dobbiamo uscire dall’inverno demografico in cui è caduto il nostro Paese, perché non ci possiamo rassegnare al fatto che il popolo italiano stia scomparendo. Gli italiani vanno messi nelle condizioni di fare figli». Prendendo le distanze dalle spinte autonomiste e indipendentiste (ad esempio della Catalogna), Meloni ha rilanciato i temi del presidenzialismo, del federalismo, della difesa del made in Italy.

Le alleanze e il comitato di garanzia sulle candidature
«La prima questione che poniamo agli alleati è quella del programma: se metteremo gli italiani al primo punto andremo d’accordo. Ci teniamo poi a una sorta di clausola anti-inciucio, perché i nostri elettori devono sapere che i loro voti non serviranno per fare governi con le due facce del centrosinistra: Pd e M5S. Sono la candidata premier per il mio partito, ma il tema della leadership non è il primo punto: lo ribadisco, prima mi si deve dire cosa si fa al governo, come si difendono gli italiani». In chiusura del suo intervento, Meloni ha annunciato di voler istituire una commissione per vagliare le candidature, «questo lavoro non lo deve fare la magistratura ma la politica», ha chiosato.