28 febbraio 2020
Aggiornato 00:30
Donne

La denuncia della dottoressa violentata a Catania: «Stuprata anche dalle Istituzioni e da Boschi e Lorenzin»

Le accuse, pesanti, squarciano il velo dell'ipocrisia con cui certi politici si fanno promotori della battaglia contro la violenza sulle donne ma poi si dimenticano di chi l'ha subita davvero

La sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, a Taormina
La sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, a Taormina ANSA

CATANIA – Le parole sono dure come un pugno nello stomaco. Le accuse, pesanti, squarciano il velo dell'ipocrisia con cui certi politici si fanno promotori della battaglia contro la violenza sulle donne, magari sfilando per le vie di Taormina come fosse una passerella qualsiasi, ma poi si dimenticano di chi la violenza sessuale l'ha vissuta davvero e chiede aiuto. A denunciare cosa questi personaggi del nostro panorama politico non hanno fatto, pur riempiendosi la bocca di belle parole, è stata la dottoressa Serafina Strano, purtroppo nota alle cronache nazionali per aver subito violenza mentre era di turno di notte, da sola, nell'ambulatorio della guardia medica di Trecastagni, in provincia di Catania. «La guardia medica è una zona franca, non solo in Sicilia, ma in tutta Italia. È da settembre che lancio appelli inascoltati» è l'urlo di rabbia e di dolore della dottoressa, che a distanza di tre mesi da quella tragica notte è stata intervistata dal Quotidiano nazionale.

Violenze perpetrate anche dalle Istituzioni
«Le mie colleghe, le ho sentite, sono terrorizzate perché le aggressioni continuano, anche se non si vengono a sapere», ha dichiarato. Dopo la barbarie i cittadini e le cittadine italiane si sarebbero aspettati da parte delle Istituzioni una coraggiosa presa di posizione e misure concrete per impedire altri episodi di violenza negli ambulatori dello Stivale. E, invece, come racconta la dottoressa, nulla è cambiato da due mesi a questa parte. «Quella tagliente espressione che ho pronunciato qualche settimana fa, cioè di essere stata violentata anche dalle istituzioni, è ancora valida», ha sottolineato Serafina Strano riferendosi proprio al tradimento dello Stato nei confronti di tutte le donne dopo quello che è accaduto.

Quella cattiva politica che dimentica la solidarietà
Alla domanda «Lei ha ricevuto solidarietà dalla politica?» infatti la dottoressa ha risposto così: «Solo un silenzio assordante, tolta la presidente della Camera Laura Boldrini che è stata la più umana perché è stata l'unica a chiamarmi e ad avermi ascoltato». Mentre si è detta «molto rammaricata» dell'atteggiamento del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che «ha fatto delle dichiarazioni formali subito dopo la vicenda e non si è degnata neppure di telefonarmi. Si è limitata alla buffonata dell’invio degli ispettori ministeriali».

Buffonate e passerelle mentre si consumano le violenze
La dottoressa ha raccontato che gli ispettori «sono arrivati preceduti dalle fanfare: sei ispettori, a spese dello Stato, sono venuti a controllare un tugurio su cui, dalla mattina, erano partite le pulizie generali. Hanno ripulito in poche ore un posto schifoso, cambiando gli estintori scaduti da tre anni e la tavoletta della tazza del water, l’unico funzionante e, peraltro, fuori norma». Una buffonata in piena regola, insomma. «Questa ispezione annunciata l’ho vissuta come un’altra violenza», ha detto il medico. Tutto questo mentre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità, Maria Elena Boschi, sfilava sorridente a Taormina durante il G7 dedicato appunto alla lotta contro la violenza sulle donne. «Un’inutile passerella. Come crede che mi sia sentita quando vedevo lei e le sue colleghe passeggiare e sorridere accanto al mare?», ha concluso la dottoressa.