Centrodestra

Berlusconi all'UE: «Strasburgo decida sulla mia candidabilità prima delle elezioni»

L'ex Cav si rivolge alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo in vista dell'imminente tornata elettorale che potrebbe decidere del futuro del Paese

Il presidente azzurro Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale siciliana
Il presidente azzurro Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale siciliana (ANSA/ ORIETTA SCARDINO)

ROMA – Silvio Berlusconi lancia un appello alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo in vista dell'imminente tornata elettorale che potrebbe decidere del futuro del Paese premiando la coalizione di centrodestra. L'alleanza tra Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia è matura e marcia compatta in direzione di Palazzo Chigi. Resta da sciogliere, però, il nodo della leadership e il presidente azzurro non ci sta a fare un passo indietro lasciando campo libero agli sfidanti Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Sia il segretario del Carroccio che la presidente di FdI aspirano a fare il premier e ora spetta agli italiani scegliere il loro favorito. Il partito della coalizione che prenderà più voti alle prossime elezioni, infatti, deciderà a chi andrà la leadership e chi potrebbe diventare il nuovo presidente del Consiglio. Anche Berlusconi vorrebbe vestire ancora una volta i panni del premier, ma sulla sua testa pende la spada di Damocle di Bruxelles.

L'appello di Berlusconi alla Corte di Strasburgo
«Non faccio previsioni. Mi limito ad osservare che sarebbe davvero clamoroso se non mi venisse resa giustizia in tempo per le elezioni politiche», esordisce il leader di Forza Italia durante l'intervista rilasciata a Il Messaggero. «È in gioco la democrazia di un grande Paese fondatore dell'Europa. Mi auguro che i giudici di Strasburgo tengano conto anche di questo nello stabilire i tempi della sentenza», aggiunge l'ex Cav. Sulla candidabilità politica di Berlusconi, infatti, restano molti dubbi e solo la Corte europea dei diritti dell'uomo potrà scioglierli. Se la sentenza fosse sfavorevole, o non arrivasse per tempo, il presidente azzurro non potrebbe essere eletto e quindi dovrebbe farsi da parte rinunciando ai suoi sogni di gloria.

Verso il bis del «modello Sicilia»
Il 22 novembre la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo deciderà sull'applicazione retroattiva della legge Severino, che ha decretato l'ineleggibilità dell'ex Cavaliere. Come andrà a finire? Nel frattempo, Berlusconi per le prossime elezioni politiche punta a replicare con successo il «modello Sicilia», dove c'è stata la dimostrazione che «un buon candidato vince quando è sostenuto da una coalizione larga e plurale». L'ex premier ha assicurando che il centrodestra si presenterà alle urne con un programma condiviso. Su Europa ed euro, ha spiegato, «la Lega è consapevole del fatto che uscire dall'Europa o dal sistema Euro sarebbe disastroso». «Non possiamo rassegnarci al gestire il declino dell'Italia e dell'Europa" aveva scritto su Twitter pochi giorni fa il leader di indicando i «tre punti qualificanti» del suo programma di governo: «1) Revisione del sistema fiscale e introduzione della flat tax; 2) Blocco reale dell'immigrazione clandestina; 3) Rilancio di un europeismo vero, contro l'Europa dei burocrati, dei vincoli ottusi, dell'identità debole e confusa». Riuscirà nella sua impresa ancora una volta?