21 maggio 2019
Aggiornato 02:30
MoVimento 5 Stelle

Il M5s sempre più simile al Partito Democratico: l'esempio di Torino

Scarsa partecipazione, scarsa trasparenza, scarsa onestà intellettuale. Al loro posto l'eterno machiavellismo italiano: fatto di furbizia ma a fin di bene?

La sindaca Chiara Appendino durante la presentazione del libro «Dalla Chiesa» di Andrea Galli in ricordo del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ucciso dalla mafia 35 anni fa a Palermo
La sindaca Chiara Appendino durante la presentazione del libro «Dalla Chiesa» di Andrea Galli in ricordo del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ucciso dalla mafia 35 anni fa a Palermo ( ANSA )

TORINO - La domanda purtroppo è sempre la stessa: chi abbiamo davanti? C’è un sole spento oggi a Torino, nonostante i giorni di estate fuori tempo massimo. Anche la città appare spenta, stanca, stufa, dopo quasi dieci anni di declino inesorabile. Dopo che il sogno del cambiamento si trasforma in incubo, fatto di inchieste giudiziarie, furbizie, gruppetti di potere che comandano, debito e tagli. La percezione è che l'oggi sia inesorabilmente uguale e ieri. La città parla della sua sindaca, di questo avvitamento che pare inarrestabile. Un inizio trionfante, poi il declino: specchio fedele di una città che non trova la via per uscire dal baratro. Lei dice, tragicamente, «sono serena». Beata lei che ha queste sicurezze. Possiamo anche prendere per buone le giustificazioni di Chiara Appendino, ovvero l’agire per il bene della città. Però sorgono dei dubbi, soprattutto dopo l'ennesima brutta storia, quella del suo braccio destro Paolo Giordana, intercettato mentre chiedeva al presidente di Gtt, l'azienda di trasporti torinese, di togliere una multa a un suo amico. I valori fondanti del M5s erano la trasparenza e la partecipazione. Ora? L’eterno machiavellismo all'italiana? Scusate cari Cinque stelle, ma tale pratica voi l’avete combattuta in nome dell’onestà, che è anche e soprattutto intellettuale. Onestà è verità. Della «trasparenza» cosa si può pensare di fronte all’accusa mossa dalla Procura di Torino, inerente una serie di magheggi, nel caso migliore volti a chiudere il bilancio senza ulteriori tagli?

PARTECIPAZIONE - Capitolo partecipazione: la scorsa primavera fu annunciata dal M5s un’assemblea pubblica per illustrare la manovra che stava per essere chiusa. Fu prenotato perfino un teatro da cinquecento posti. Quella assemblea, pochi giorni prima dello svolgimento, fu cancellata. Perché?  Sarebbe stato quello il contesto adatto dove spiegare ai cittadini cosa stava succedendo, le difficoltà, le soluzioni. Cos'è il debito, con quali banche è stato contratto e a quali condizioni. Non dovevate aprire, come prima cosa, gli armadi per tirare fuori gli scheletri? La partecipazione è solo uno slogan? E in fondo anche voi pensate nel vostro cuore che le decisioni serie le prendono in tre (sindaca, assessore, capo di gabinetto) e gli altri o sono pagati per schiacciare il tasto in consiglio comunale, oppure sono accettati solo se tacciono e fanno il banchetto?

COMPLOTTO - Oppure prendiamo per buona l'idea del «complotto», o dell'imboscata. Ma chi l'avrebbe fatta? La galassia 5s sostiene che sarebbe colpa di un esposto di due consiglieri di minoranza. Come al solito non brillano per coraggio. Allora una ipotesi peregrina proviamo ad avanzarla noi: se congiura c'è, l'ha messa in pratica l'immobiliare della Fondazione Crt, la Amteco, ovvero lo stesso Giovanni Quaglia, oggi presidente della fondazione bancaria che ha recuperato le ex Officine Grandi Riparazioni con un investimento plurimilionario. L'amministrazione non voleva restituire i cinque milioni presi nel 2012, si trattò probabilmente di un prestito avente forma di caparra, e lui, chi per esso, si è risentito e ha messo nei guai la sindaca. Quaglia, probabilmente vicino all'ex gruppo di potere politico che governava Torino, avrebbe colto l'occasione per assestare un colpo pesante all'amministrazione a Cinque stelle. E' così? Il Movimento 5 Stelle sospetta questo scenario ma non può dirlo perché chi tocca le fondazioni bancarie muore? A questo punto nella congiura vi sarebbe anche la Procura di Torino: è così? In realtà la sindaca non rischia nulla da un punto di vista penale: queste inchieste, soprattutto a Torino, lasciano sempre il tempo che trovano, e finiscono in un nulla di fatto. Ma è il sostrato culturale che emerge, pericolosamente simile al vecchio Sistema Torino, quello che delude maggiormente. Le stesse mosse, le stesse parole, le stesse giustificazioni.

PIAGNISTEO - In ogni caso questa stucchevole reiterazione del piagnisteo deve finire. Il M5s, a Torino e in Italia, vuole stare con i poteri forti. Lo dimostra con i fatti, con le manovre regressive, con i tagli alla spesa sociale, lo dimostra perfino a livello estetico. Sono i poteri forti che non li vogliono, perché li considerano dei parvenu. E’ quanto tenta di fare Di Maio andando a Cernobbio, dal gotha del sistema che comanda. Fa bene, ma evitiamo la retorica del movimento anti sistema. Anche perché essere ignorati e derisi, a Torino come a Cernobbio, non significa essere contrario ad esso, significa solamente non essere accettati. Sta crollando tutto, e in fondo è un vero peccato. Crolla tutto per uno sconcertante conformismo di fondo, che sta portando il M5s a essere tutto ciò che hanno sempre contestato, se non addirittura odiato. Per chi vi ha sostenuto, come il sottoscritto, è accettabile pensare che possiate cadere, ma non che lo facciate per le stesse ragioni che portarono al crollo di chi vi precedeva.