18 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Governo Gentiloni

Ilva, Calenda contro la proprietà: «Non accettiamo passi indietro»

«L'apertura del tavolo in questi termini è irricevibile», ha detto il ministro dello Sviluppo economico

ROMA - «Non possiamo accettare, come governo, nessun passo indietro sulle retribuzioni e sugli scatti acquisiti». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha annullato il tavolo di confronto sull'Ilva con azienda e sindacati spiegando che Arcerlor Mittal non ha mantenuto gli impegni presi sul fronte delle retribuzioni e degli scatti di anzianità. «L'apertura del tavolo in questi termini è irricevibile», ha detto Calenda.

Il ministro ha poi spiegato che «in avvio di tavolo è stato chiesto alla società di confermare questi impegni. Questa conferma non è avvenuta e senza questa conferma il tavolo non si può aprire». Per Calenda «è molto importante che la vicenda sia gestita in maniera responsabile da parte di tutti ma mi pare - ha detto - che questa responsabilità da parte dell'azienda non ci sia».Quanto ai 4mila esuberi, il ministro ha ricordato che erano già previsti nell'offerta di Arcelor Mittal e che da questo punto di vista «le offerte delle due cordate in gara erano più o meno equivalenti». Calenda ha comunque assicurato che «tutti verranno tutelati, chi non verrà preso andrà in carico all'amministrazione straordinaria e nessuno verrà lasciato per strada». «Quello che manca rispetto all'offerta - ha aggiunto - è la parte dei livelli salariali e degli scatti di anzianità».

«Lo stabilimento di Cornigliano -ha aggiunto Marco Bucci, sindaco di Genova - è produttivo, di alta qualità e ha sicuramente un futuro nell'industria dell'acciaio. Vogliamo conoscere il piano di investimenti con cui il governo ha fatto la trattativa. Genova -ha concluso il sindaco- ha bisogno di posti di lavoro e ogni metro quadrato di terreno industriale deve avere una ricaduta sulla città dal punto di vista economico e occupazionale»