Italia | Ius soli

Ius soli, anche Renzo Piano opta per lo sciopero della fame

Dopo il presidente del Coni Giovanni Malagò, a unirsi al coro dei sostenitori dello ius soli anche la star dell'architettura e senatore a vita Renzo Piano, che ha dichiarato di partecipare allo sciopero della fame

L'architetto e senatore a vita Renzo Piano
L'architetto e senatore a vita Renzo Piano (EPA/Pedro Puente Hoyos)

ROMA - Dopo il numero uno del Coni Giovanni Malagò, a unirsi al coro dei sostenitori dello ius soli anche la «star» dell'architettura Renzo Piano, colui che Matteo Renzi ha prescelto per dirigere i lavori del progetto «Casa Italia» che dovrebbe assicurare lo Stivale di fronte al rischio terremoti. L'architetto, però, ha voluto dire la sua anche sulla tanto discussa legge sulla cittadinanza agli stranieri. Così, dalle pagine di Repubblica, ha dichiarato: "L'Italia, come sanno tutti, è il Paese dove si amano i bambini. Più ancora che per la chitarra e per il sole, gli stranieri ci identificano perché siamo i cocchi di mamma, il paese dove i bimbi vengono accolti e festeggiati dovunque. Nei ristoranti, per strada, nelle case, nelle scuole, i bambini sono la nostra allegria e la nostra consolazione. E infatti li coccoliamo e li proteggiamo, e questo ci risarcisce anche perché addolcisce e compensa i tanti difetti che abbiamo. I bambini sono insomma una benedizione del cielo perché sono lo "ius" che in latino vuol dire anche il succo, lo ius soli dunque, il succo della terra, l'essenza della nostra terra, il fertilizzante del futuro».

Fiducia
Piano è fiducioso: «Io ci credo davvero che i senatori, i miei colleghi, non butteranno via questa occasione di civiltà e troveranno il modo di approvare questa legge, per quanto imperfetta essa sia». E rivolge un appello ai parlamentari di ogni colore politico: «Li invito tutti, di destra, di sinistra e di centro, di sotto e di sopra, a parlarne la sera, a casa, con i figli e con i nipoti. Basterà ascoltarli per capire che sarebbe un delitto contro di loro, contro i loro compagni di scuola, contro i loro simili e contro la tanto sbandierata italianità. Continuare a negare a dei bimbi, che sono italiani come i nostri figli, i diritti - lo ius appunto di ogni altro italiano, è tradire la nostra italianità, una crudeltà indegna dell'Italia».

Ricostruzione
Piano parla anche di ricostruzione. «Insieme con Franco Lorenzoni sto progettando una scuola elementare da donare ad un piccolo comune del Lazio, in zona sismica». Il luogo esatto lo comunicherà tra qualche giorno Paolo Gentiloni. «Sarà una scuola di legno, a due piani, attorno ad un cortile con un grande albero. Al piano terra si aprirà alla città: genitori, pensionati, la musica, l'arte ... Al piano di sopra, sotto il tetto, dove c'è più aria e più luce, ci abbiamo messo i ragazzi - le otto classi dell'obbligo - che mentre studieranno vedranno l'albero e di fronte i bimbi delle altre classi. Useremo quattrocento metri cubi di legno che restituiremo alla natura piantando nel bosco più vicino 400 piccoli alberi: 5 euro ad albero»

Diritti e paure
E poi torna sullo ius soli, raccontando di aver incontrato tanti bambini senza cittadinanza «con i loro occhioni spalancati, che studiano la Costituzione che non li accoglie, parlano la lingua italiana che li chiama "diversi", pensano e giocano "in italiano" ma non hanno il diritto di dire "sono italiano"». E aggiunge: «Anche perché, come è stato detto sino alla nausea, non ha nulla a che fare con il controllo dei flussi migratori, con la sicurezza, con l'orientamento politico, con i libri che abbiamo letto, con il partito per il quale abbiamo votato, con la corsa inarrestabile dell'umanità dai paesi dell'infelicità a quelli dell'abbondanza, con il Mediterraneo come campo di concentramento, e meno che mai con la criminalità e con gli stupri». Per Piano, «Tutto questo materiale, che alimenta la paura, svanisce subito dinanzi alla fisicità e alla verità di quei bimbi. Ecco perché invito i miei colleghi ad andarli a cercare nelle nostre scuole come ho fatto io. E mi rivolgo anche alle mogli dei miei colleghi, mamme italiane che, quando vogliono, sanno come convincerli: riescono persino a "ingravidare" i loro mariti».

Sciopero della fame
Ecco perché, di fronte all'evidenza che i numeri, come ha dichiarato il sottosegretario Boschi, non ci sono, ha scelto anche lui la strada dello sciopero della fame: «Sì, ma non mi pare un eroismo da esibire; è solo un piccolo segnale, un modo per dire a me stesso che ci sono anche io». Gli piacerebbe parlare con tutti i senatori uno per uno: «Siamo tutti cristiani, anche quelli laici come me. Siamo cresciuti, noi italiani, con un idea di Cristo che non è la Croce ma il Bambinello: la Madonna nella grotta, la natalità. Come può un cristiano buttare via questa occasione storica in nome di un calcolo elettorale, di una paura, di un voltastomaco, di un cattivo umore?».

I grillini? Mi spiace che si asterranno
Sui grillini, Renzo Piano sottolinea «Sento dire che si asterranno e mi dispiace per loro. Io non voglio sembrare ecumenico e non amo i tromboni, ma sono stato fatto senatore a vita e ho accettato. Non sono un eletto che ha il dovere di andare in aula per votare le leggi, ma frequento il Senato da architetto e provo, come sto facendo adesso, ad accendere qualche luce sui temi civili, appunto. Quelli che riguardano la costruzione della civiltà e della città». L'architetto e senatore a vita, sostiene, non vuole proporre accordi di scuoa o mediazioni. «Dico però», aggiunge, "che mi fa paura tutto questo discutere di sangue e di terra, come nei libri che raccontano le guerre contro la Ragione. Molto più dolcemente si parla di bimbi e di ragazzi, di civiltà dei diritti, di una legge che non prevede che si diventi italiani, qualunque sia la nazionalità dei genitori, per il solo fatto di nascere in territorio italiano. I bambini sono segnali che mandiamo al mondo che non conosceremo, ad un futuroche non vedremo, ma che vorremmo aver contribuito a migliorare. Ecco, qui non si maneggia la politica, la casta, il sistema, siamo nel campo della libertà e della coscienza. Sarebbe davvero un peccato se nell'universo grillino non splendesse la sesta stella , quella dello ius soli».