30 marzo 2020
Aggiornato 19:00
amministrative

Elezioni Genova, quello che c'è da sapere per la sfida

A contendersi la poltrona del sindaco uscente Marco Doria, saranno il candidato del centrodestra, Marco Bucci, e il candidato del centrosinistra, Gianni Crivello, che al primo turno è stato distaccato a sorpresa dal rivale di oltre 5 punti percentuali

Elezioni Genova
Elezioni Genova ANSA

GENOVA – Rullo di tamburi per il nuovo sindaco di Genova che sarà eletto domani, al ballottaggio. Nel capoluogo ligure, tradizionale roccaforte rossa, si gioca una delle sfide più importanti di questa tornata elettorale. A contendersi la poltrona del sindaco uscente Marco Doria, saranno il candidato del centrodestra, Marco Bucci, e il candidato del centrosinistra, Gianni Crivello, che al primo turno è stato distaccato a sorpresa dal rivale di oltre 5 punti percentuali.

Secondo Salvini
Secondo il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, un’eventuale vittoria di Bucci potrebbe avere ripercussioni anche sulla tenuta del governo. «Se il centrodestra vince a Genova – ha dichiarato durante la sua ultima visita nel capoluogo ligure – Gentiloni se ne va a a casa e votiamo in autunno». Per la prima volta, infatti, un candidato sindaco di centrodestra salirebbe sulla poltrona più alta di Palazzo Tursi, dopo decenni di amministrazioni di centrosinistra. Proprio per questo l’ex amministratore delegato di Liguria Digitale, società della Regione, ha puntato tutto sulla «voglia di cambiamento» dei genovesi.

Convincere gli indecisi
A caratterizzare una campagna elettorale giocata più sugli attacchi personali che sui contenuti è stato soprattutto il tentativo da parte dei due candidati di convincere gli astenuti e gli indecisi. Al primo turno nella città della Lanterna è stato, infatti, registrato il record storico negativo di affluenza: appena il 48% di elettori che si sono recati alle urne e l’altissima astensione avrebbe penalizzato soprattutto il candidato sindaco del centrosinistra.  Nonostante le avances da parte di Bucci e Crivello, nessuna delle forze politiche escluse dal ballottaggio, compreso il Movimento 5 Stelle che nella città del leader Beppe Grillo è arrivato terzo al primo turno conquistando il 18% dei voti, ha accettato apparentamenti, a parte la lista Ge9si dell’ex assessore comunale Arcangelo Merella, che appoggerà il candidato del centrosinistra.

La carica del centrodestra
Per il centrodestra, in particolare, Genova potrebbe costituire un vero e proprio laboratorio nazionale. Bucci infatti, come fece il governatore Toti che alle ultime regionali concluse con un’inaspettata vittoria, ha saputo mettere insieme un’ampia coalizione composta da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Direzione Italia e Liguria Popolare, poi confluita nella lista civica «Vince Genova». Per lanciare la volata del candidato sindaco del centrodestra, nelle ultime settimane sono arrivati più volte nel capoluogo ligure il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, e la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Non è però passata inosservata l’assenza del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il cui partito al primo turno ha ottenuto appena l’8% dei voti.

La lotta del centrosinistra
Il candidato sindaco del centrosinistra ed assessore alla protezione civile e ai lavori pubblici della giunta comunale uscente, invece, ha cercato invece di smarcarsi dai partiti e soprattutto da un Pd in crisi di consensi. Per sostenere la candidatura di Crivello si sono presentati a Genova soltanto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il ministro delle Politiche agricole e vice segretario del Pd, Maurizio Martina, oltre ai due più famosi esponenti di Mdp, Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema. Anche il centrosinistra, evitando le primarie che nel 2012 avevano visto imporsi Doria contro due big del Pd come la stessa Pinotti e l’ex primo cittadino Marta Vincenzi, è riuscito comunque a creare una larga colazione che comprende i dem, i «Socialisti in Movimento», la lista civica «Genova Cambia» e la lista civica «A Sinistra», in cui sono confluiti Mdp e i giovani dell’ex «Rete a Sinistra».

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