13 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Cittadinanza agli stranieri

Rissa in senato per lo Ius soli: Fedeli e Centinaio in infermeria

Subito dopo la decisione dell’aula del Senato di dare il via libera all’esame del ddl si è scatenata una vera e propria bagarre, ad opera soprattutto dei senatori della Lega Nord

ROMA - Subito dopo la decisione dell’aula del Senato di dare il via libera all’esame del ddl sullo ius soli si è scatenata nell’emiciclo una vera e propria bagarre, ad opera soprattutto dei senatori della Lega Nord, molti dei quali esponevano cartelli di protesta contro il provvedimento.

Molte le urla e le proteste, tali da costringere il presidente Pietro Grasso ad espellere il senatore del Carroccio, Sergio Volpi, espulsione revocata in un successivo momento. Gli animi sono rimasti accessi a lungo e il presidente Grasso ha dovuto richiamare più volte alla calma l’assemblea. Il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli è rimasta contusa nel trambusto che si è scatenato in aula. Mentre il capogruppo del Carroccio, Gian Marco Centinaio si aggrappava ai banchi del governo ed i commessi tentavano di allontanare la contestazione, nel parapiglia qualcuno è caduto sul ministro causandole una contusione al braccio.

Anche Centinaio è rimasto infortunato: «Avevo chiesto la parola per formulare la richiesta di ritorno in commissione del ddl sullo ius soli – ha spiegato ai giornalisti visibilmente dolorante, con un sacchetto di ghiaccio sulla mano gonfia – ma il presidente Grasso non me l’ha concessa, cosa che fa spesso con me. Abbiamo dunque occupato i banchi del governo in segno di protesta e io diciamo che sono stato l’ultimo ad essere portato via, di viva forza. E’ stato un po come Fort Alama, d’accordo, ho resistito fino alla fine…».