17 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
La responsabile della Difesa all'adunata nazionale degli alpini

Pinotti vuole il ritorno alla leva obbligatoria? Facciamo chiarezza

Dopo le dichiarazioni rilasciate dal ministro della Difesa Roberta Pinotti a margine dell'adunata degli Alpini a Treviso, la stampa ha cominciato a ventilare la proposta di reintroduzione del servizio militare obbligatorio. Ma è proprio così?

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti
Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ANSA

ROMA - Dopo il discorso pronunciato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti in occasione dell'adunata nazionale degli alpini a Treviso, i media nazionali hanno attribuito alla Ministra la proposta di tornare alla leva obbligatoria. Una posizione che, detta così, sembrava coincidere con quella del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che da tempo propone di tornare al servizio militare obbligatorio per i giovani, per insegnare loro l'amore per la patria, oltre che le tecniche di difesa. Un tema balzato nuovamente all'onore delle cronache ultimamente, quando la questione della legittima difesa, con l'approvazione della legge, è tornata d'attualità.

Leva obbligatoria?
Così, quando Pinotti ha pronunciato le parole «leva obbligatoria», molti organi di stampa hanno collegato l'espressione al servizio militare. E, conseguentemente, ne è nato un equivoco. Un equivoco poco dopo sciolto dalla stessa Pinotti su Twitter, che ha precisato di aver parlato di un progetto degli alpini per coinvolgere i giovani al servizio civile universale. «Non ho parlato di leva obbligatoria», ha scritto Pinotti sul social, precisando il suo pensiero inizialmente riportato in modo impreciso su alcuni mass media, «ma di un progetto degli alpini per coinvolgere i giovani al servizio civile universale».

Il tweet di Roberta Pinotti
Il tweet di Roberta Pinotti (Twitter)

Le parole della Pinotti
La Ministra, in effetti, ha sostenuto che «la riproposizione di una qualche forma di leva civile declinata in termini di utilizzo dei giovani in ambiti di sicurezza sociale non è un dibattito obsoleto», tanto che in Europa «si è riaperto non solo in Svezia, ma anche in Francia, dove, alle ultime presidenziali, l’argomento è stato toccato da molti candidati, compreso Macron». Quanto al servizio militare, ha aggiunto Pinotti, nelle missioni internazionali servono militari preparati, «e qui la leva obbligatoria non è lo strumento più idoneo».

Da obbligatorio a volontario. Ora torna l'obbligatorietà?
Nella quasi totalità degli Stati europei, e nella stessa Italia, il servizio civile è nato a seguito del riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza ed è stato quindi concepito come servizio non armato a difesa della Patria, sostitutivo e alternativo rispetto a quello militare, e, pertanto, obbligatorio. Tuttavia, ad eccezione di alcuni Paesi in cui l’obbligo di leva è ancora vigente (Austria, Svizzera, Grecia, Turchia, e, nell’area scandinava, Danimarca, Finlandia e Norvegia), negli altri Stati d’Europa il servizio civile è stato reso in seguito volontario. Precursore in questo senso è stata la Repubblica Ceca, tra i primi Paesi ad avere istituito, nel 2002, il Servizio Civile progressivamente fondato su base volontaria, da realizzarsi, proprio come è avvenuto in Italia, in due fasi: una prima fase (fino al 2004) in cui convivessero  due tipologia di servizi civili, uno obbligatorio per gli obiettori di coscienza ed uno per i volontario; ed una fase successiva – una volta sospesi gli obblighi di leva – destinata a soli volontari.

Dati ufficiali
Secondo i dati ufficiali aggiornati al 2015, in Italia sono stati 35.247 i ragazzi che hanno preso parte al Servizio civile. Complessivamente, dal 2001 al 2015 i numeri dei posti di volontario messi a bando sono stati 377.568 giovani. Il Mezzogiorno d'Italia è tradizionalmente più ricettivo a questa opportunità: ogni due domande, una è presentata al Sud. Nel 2015, il numero di richieste dal Sud Italia ha raggiunto il 56,31%, il Nord è arrivato al 23,14%, il Centro al 19,09%.

Proposte di legge
In realtà, della questione si parla anche in Parlamento da tempo, con una proposta di legge d'iniziativa di alcuni deputati risalente al 4 febbraio 2014. Nel 2015 si è anche parlato di una bozza di proposta di legge per la reintroduzione di un anno di servizio civile obbligatorio, realizzata da Armando Siri, braccio destro di Matteo Salvini per «Noi con Salvini»

Un post di Matteo Salvini sulla proposta di reintrodurre la leva obbligatoria per il servizio civile
Un post di Matteo Salvini sulla proposta di reintrodurre la leva obbligatoria per il servizio civile (Facebook)