24 giugno 2017
Aggiornato 15:30
Politica e sicurezza

La minaccia di Alfano: pronti a bloccare in Senato la legge sulla legittima difesa

Ap insieme ad Idv chiedono che una normativa sia approvata prima della fine della legislatura ma giudicano insufficiente il testo del Pd su cui si sta lavorando a Montecitorio: «Vogliamo una legge che non faccia flop come la legge leghista del 2006»

Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano
Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano (Giorgio Onorati | ANSA)

ROMA - Ap e Idv sono pronti a bloccare al Senato la legge sulla legittima difesa attualmente in discussione alla Camera, le due forze chiedono che una normativa sia approvata prima della fine della legislatura ma giudicano insufficiente il testo del Pd su cui si sta lavorando a Montecitorio. Durante una conferenza stampa congiunta Ap-Idv, Angelino Alfano ha spiegato la posizione sul tema insieme a Enrico Costa, Nico D'Ascola (presidente della commissione Giustizia al Senato) e Ignazio Messina di Idv, che con il suo partito ha raccolto 2 milioni di firme su una legge di iniziativa popolare sul tema della legittima difesa.

Non vogliamo un flop come quello della Lega del 2006
Ha spiegato Alfano: «Vogliamo spingere tutte le forze politiche ad approvare il ddl sulla legittima difesa prima della fine della legislatura. L'incontro tra Ap e Idv avviene su un terreno comune, si tratta di un'alleanza di scopo». La proposta presentata da Idv, «che al 50% uguale a una presentata da Ap», ha sottolineato Alfano, prevede che «chiunque si difenda non è mai sottoposto a processo». Non convince il testo del Pd alla Camera: "Abbiamo espresso tutte le nostre perplessità sul testo attualmente in discussione - ha avvertito Alfano - fra l'altro faccio mie le parole del ministro Costa quando ha detto che non andiamo cercando un ddl purchessia, non vogliamo dire abbiamo svolto il compitino».

Abbiamo la ricetta giusta
Il leader di Ap ha aggiunto: «Vogliamo una legge che non faccia flop come la legge leghista del 2006. Abbiamo la ricetta giusta, una legge firmata da due milioni di italiani e una proposta di legge firmata da illustri giuristi che coincide per più del 50%. Se il testo non ci convincerà faremo passare il girone d'andata alla Camera e pensiamo di rifarci al girone di ritorno al Senato».