26 marzo 2019
Aggiornato 14:30
Cantiere centrodestra

Centrodestra, Parisi contro tutti: «Berlusconi non è in grado di seppellire nessuno e Salvini non è Trump»

Nonostante la diffida di Silvio Berlusconi, Stefano Parisi non si lascia intimidire e continua la sua battaglia per la leadership del centrodestra, attaccando la nomenclatura del partito berlusconiano e il segretario del Carroccio, Matteo Salvini

TORINO - «Forza Italia non è in grado di seppellire nessuno oggi». Così Stefano Parisi risponde al Cav dopo che Berlusconi ha stoppato la sua corsa alla leadership del centrodestra.Mister Chili, nel primo appuntamento pubblico dopo la nascita del suo movimento «Energie per l'Italia», è tornato ad attaccare la nomenclatura del partito berlusconiano e a mandare frecciatine al suo rivale numero uno, Matteo Salvini.

Parisi e l'affondo contro Berlusconi
«Dentro una realtà come Forza Italia se sei bravo, se sei un giovane bravo, è meglio se sei messo da parte, perché rischi di fargli ombra». Così esordisce Stefano Parisi durante il suo primo appuntamento pubblico dopo la nascita del suo movimento politico, riferendosi in maniera malcelata a Silvio Berlusconi. Secondo Mister Chili «è un meccanismo per cui uno diventa senatore o parlamentare perché è stato a lungo davanti alla porta di Berlusconi. Tutta la fatica è qui, una volta in lista sei a posto come un impiegato pubblico».

Parisi: Forza Italia non conta granché
Alla Gam erano presenti circa 250 persone ad ascoltare l'ex candidato sindaco di Milano. Sul palco assieme a lui il presidente del Collegio costruttori torinese, Alessandro Cherio, mentre in platea nessuno dei vertici locali di Forza Italia, tranne l'ex sottosegretario Mino Giachino e la consigliera regionale Claudia Porchietto che ha fatto un'apparizione fugace dopo la conclusione dell'evento. Un'assenza che però non turba Parisi: "Mi pare che Forza Italia sia una realtà che a Torino non abbia contato un granché come voti. Non mi pare una grande forza", ha osservato.

Il rinnovamento del centrodestra parte da qui?
Quanto al suo movimento, Parisi ha sottolineato: «Ho avviato il rinnovamento del centrodestra apposta fuori da Forza Italia perché so della instabilità della sua governance. È stata una scelta giusta - ha aggiunto - noi oggi ci rivolgiamo al mondo che vuole cambiare e siamo fuori da uno schema politico che è saltato completamente». Il movimento si colloca «in mezzo agli italiani» - ha detto ancora Parisi che nel suo intervento ha nuovamente negato l'etichetta di centrista definendosi invece radicale - e non «tra un partitello e un altro».

La vittoria di Trump e la frecciatina a Salvini
Parisi non ha dimenticato neanche di attaccare nuovamente Salvini, il suo rivale numero uno nella battaglia per la leadership del centrodestra. Non lo nomina direttamente dal palco, ma il riferimento al segretario del Carroccio è evidente e la frecciatina non passa certo inosservata: «La lezione americana è importante - ha detto Parisi - non tanto perché c'è un Trump italiano. Trump ha lavorato nella sua vita, ha generato ricchezza, ha esperienza, solidità e storia. Tra lui e uno che nasce in Consiglio comunale e che ha fatto solo il consigliere comunale c'è una distanza».