9 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
Trovata impiccata lo scorso 31 maggio

Stilista morta a Milano, il Legale: «Forse vittima di un gioco erotico»

Gli avvocati della famiglia di Carlotta Benusiglio chiedono di non archiviare le indagini sulla morte della ragazza. Per i legali potrebbe essere morta in un gioco erotico finito in tragedia e il suicidio simulato in un secondo momento.

MILANO - Potrebbe essere stato un gioco erotico finito in tragedia a stroncare Carlotta Benusiglio, la stilista di 37 anni trovata impiccata la mattina del 31 maggio scorso a un albero dei giardinetti di Piazza Napoli, zona semicentrale di Milano. A prospettare questa ipotesi sono gli stessi familiari della donna che attraverso i loro legali si oppongono all'archiviazione dell'indagine per istigazione al suicidio a carico di ignoti chiesta il 25 ottobre scorso dal pm Antonio Cristillo. «Non si può escludere - si legge nella richiesta di opposizione all'archiviazione firmata dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Pier Paolo Pieragonisti - l'ipotesi che l'evento possa essersi verificato come conseguenza di un gioco sessuale (bondage) che si realizza attraverso la costrizione fisica indotta da lacci e corde».

Secondo il magistrato titolare del fascicolo, Carlotta si sarebbe invece suicidata
La stessa autopsia effettuata sul corpo della vittima ha escluso segni di violenza o altri elementi tali da far pensare a ipotesi diverse da quelle del gesto volontario. I maggiori dubbi dei familiari riguardano la posizione del cadavere: la stilista aveva la sua sciarpa stretta intorno al collo e legata a un ramo dell'albero, ma i suoi piedi toccavano terra. Aveva trascorso la nottata in compagnia del suo fidanzato, ma le indagini hanno escluso ogni responsabilità dell'uomo che di fatto non è mai stato iscritto nel registro degli indagati.
Ora i legali dei familiari di Carlotta chiedono di indagarlo per «omicidio colposo determinato da imprudenza». Imprudenza, appunto, rappresentata da «un gioco erotico pericoloso qual'è il bondage».

La palla passa al gip Alfonsa Ferraro
E' stato lo stesso fidanzato della donna, aggiungono i due legali, ad ammettere davanti agli inquirenti «di aver praticato tale attività con Carlotta», ipotesi «inoltre confermata dalla sorella della vittima». Ma l'impressione, aggiungono, è che il pm Cristillo «sia stato da subito orientato ad escludere qualsivoglia responsabilità» dell'uomo. La sua inchiesta risulta dunque «incompleta e incapace di fornire risposte valide ed esaustive». Da qui la richiesta di proseguire le indagini con l'iscrizione del fidanzato della donna.
La palla passa ora al gip Alfonsa Ferraro. Sarà lei a decidere se accogliere la richiesta di archiviazione della procura oppure se ordinare nuove indagini, così come chiedono i familiari della stilista. L'udienza per la discussione è ancora da fissare.