16 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Cambiamenti in corso nel partito di Meloni

La svolta di FdI: basta con An e Le Pen

A parlare è un giovane dirigente di FdI: per rilanciare il partito, sulla scia degli ottimi risultati portati a casa nelle ultime amministrative, serve un rinnovamento che passi dal divorzio con An e Marine Le Pen e punti a conquistare le Piccole e Medie imprese.

ROMA – Non si placa il fermento nel centrodestra. Dopo la discesa in campo dell'ex candidato a sindaco di Milano, Stefano Parisi, anche Fratelli d'Italia annuncia cambiamenti importanti. Più volte la leader Giorgia Meloni, negli ultimi giorni, ha avuto modo di sottolineare la distanza del partito che guida dai «moderati» di Parisi. Silvio Berlusconi ha investito l'ex manager milanese dell'arduo compito di risollevare Forza Italia, di ricominciare a tessere alleanze con le altre parti del centrodestra nostrano. Giorgia, però, non si è lasciata ammaliare dalle proposte dell'ex Cav e ha ribadito la distanza da una certa destra fatta di inciuci e inaccettabili vicinanze all'attuale premier.

Il giovane Donzelli e il disegno di una FdI diversa
Su «Il Giornale», Fabrizio De Feo ricostruisce quella l'idea di svolta di Fratelli d'Italia partendo dalle dichiarazioni di un personaggio noto agli addetti ai lavori, di cui sicuramente sentiremo parlare in futuro: Giovanni Donzelli, uno dei giovani dirigenti più attivi di FdI, propone una «cura-shock» per sfruttare i più che soddisfacenti risultati incassati alle ultime amministrative, in cui FdI a Roma ha guadagnato più voti di quelli di Parisi a Milano. L'idea di Donzelli parte dal rinnovamento del partito e punta, come scrive De Feo, a raggiungere in soldoni tre obiettivi: eliminare dal simbolo ogni riferimento a Alleanza Nazionale, dissociarsi quanto prima da Marine Le Pen e avviare un «serrato corteggiamento» ad autonomi e liberi professionisti.

Verso nuovi confini
«Nella costruzione del futuro sono settimane di movimento», scrive il giovane dirigente. Sia Forza Italia che la Lega stanno attraversando un momento di revisione della propria identità, sulla propria linea politica futura e anche per Fratelli d'Italia è arrivato il momento di iniziare a disegnare una nuova fase. «Nessuno dice che sommando i voti presi a Roma e Milano siamo il primo partito del centrodestra e la Lista Meloni su Roma ha preso più voti di quella di Parisi a Milano», spiega ancora Donzelli, convinto che le potenzialità del partito possano dare grandi e soddisfacenti risultati. Donzelli chiede al partito di essere «ambizioso» e di ridisegnare i confini. Importanti nel progetto di rinnovamento illustrato dal dirigente anche i nuovi interlocutori: piccola e media impresa, commercianti, liberi professionisti «che tengono in piedi l'Italia e che nessuno oggi davvero rappresenta».

La nuova identità di FdI: niente An e Le Pen
La nuova identità di FdI si costruisce, però, solo relegando al passato una volta per tutte l'esperienza matrimoniale con Alleanza Nazionale. «È ormai un feticcio che ci distrae dall'immaginare il futuro», spiega con chiarezza Donzelli, che vorrebbe che anche graficamente si immaginasse un logo senza richiami al passato e «capace di comunicare apertura e non una serie di chiusure concentriche». Infatti, Fdi con un leader come Giorgia Meloni «deve e può parlare a tutti gli Italiani. Non solo a quelli che votavano An». Anche a livello europeo, Donzelli immagina una Fratelli d'Italia lontana dalla politica di Marine Le Pen. «In Europa non possiamo sostituire l'attuale sudditanza verso la Merkel con una sudditanza parallela verso la Le Pen». Sebbene le opinioni sulla lotta al terrorismo internazionale e sulle critiche all'Europa siano quasi sovrapponibili, FdI non vuole sostituire «strapotere a strapotere».