16 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

Meloni: Basta inciuci. Nessuna alleanza con chi sostiene un Renzi-bis

Il presidente di FdI commenta gli ultimi sviluppi in casa centrodestra: la Meloni boccia l'idea di Forza Italia di Stefano Parisi leader della coalizione e si dice assolutamente contraria ad aprire ad Angelino Alfano

ROMA – Ancora caos in casa centrodestra. Stavolta è Giorgia Meloni, in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Tempo, a frenare sulle proposte di leadership avanzate da Forza Italia. Non si è più colmato il solco creatosi tra Fratelli d'Italia e Forza Italia in seguito alla spaccatura sulle amministrative romane, quando Silvio Berlusconi sceglieva di appoggiare il costruttore romano Alfio Marchini piuttosto che l'alleata naturale di FdI. Meloni apprezza l'impegno messo in campo da Forza Italia per il «no» al referendum, ma avverte: «Se dopo il voto qualcuno fosse tentato dall’ennesimo governo dell’inciucio, il fronte anti-renziano che stiamo provando a costruire non potrebbe esistere più». Commenta così, Giorgia Meloni, la discesa in campo di Stefano Parisi, ex candidato a sindaco a Milano e oggi «uomo» di Silvio Berlusconi per ricostruire il centrodestra, partendo dai moderati. Meloni gioca d'anticipo e mette in guardia i forzisti: basta Nazareno, basta inciuci con il Partito democratico, e, soprattutto, nessuna strizzata d'occhi ad Angelino Alfano, «che sta con chiunque gli prometta una poltrona».

Le perplessità su Parisi
La leader di Fratelli d'Italia aspetta di vedere i primi passi di Parisi, ma solleva qualche perplessità in merito al curriculum politico dell'ex candidato milanese. La campagna elettorale condotta su Milano non ha entusiasmato particolarmente Meloni, che, crede che Parisi non abbia dato il meglio, pur avendo delle chance di vincere nel capoluogo lombardo. «Talvolta mi dà l’impressione di volersi collocare in un’area politica della quale un po’ si vergogna. Non mi sembra una strategia vincente», spiega Meloni. E a tal proposito, la leader di FdI sottolinea di esser rimasta colpita dall'affermazione di Parisi rispetto alla sorte di Renzi dopo il referendum: per il manager milanese, anche se vincesse il «no», il premier dovrebbe restare a Palazzo Chigi. «Se uno crede che Renzi debba restare al governo tanto vale faccia campagna per il sì. Sarebbe grave se qualcuno pensasse di organizzare il fronte alternativo a Renzi solo per poi dire «vediamo che succede, magari ci infiliamo nel prossimo governo»», spiega agguerrita la Meloni.

Nessuna alleanza con Alfano
Ha le idee chiare, Giorgia Meloni. Chiarissime. Niente larghe intese: «Tentare di mettere in piedi l’ennesimo inciucio costituirebbe una scelta di campo definitiva». Non esiste alleanza con chiunque creda di poter sostenere un altro governo retto da Matteo Renzi. E tra i primi nomi della lista nera di Meloni campeggia quello di Angelino Alfano. L'attuale ministro dell'Interno, infatti, è riuscito a sopravvivere al susseguirsi di cinque governi, ovviamente di estrazione politica diversa, mantenendo sempre la poltrona. «Ha portato il suo partito all’1%. Zero consenso, solo giochi di palazzo. Non è l’opzione politica che mi interessa», sottolinea.

Coalizione ampia, ma credibile
Spartiacque nel centrodestra sarà il voto al referendum costituzionale di autunno: «Chi dirà di sì alle riforme avrà fatto una scelta di campo definitiva». Intanto, lo scorso weekend ad Arezzo Meloni ha radunato gli esponenti del centrodestra che si sono schierati sinceramente per il no al referendum. Il messaggio che Meloni ha voluto lanciare è che anche FdI vuole una coalizione il più ampia possibile: «Con sfumature diverse, certo, ma credibile. Che si formi sulle idee e non sugli interessi di Palazzo. Le accozzaglie opportunistiche non funzionano, il caso Marchini lo insegna».