18 ottobre 2019
Aggiornato 06:30
Interrogazione parlamentare di FdI

Stupro Roma, Meloni: Perché immigrato irregolare ancora in Italia?

Il leader di FdI torna a commentare l'arresto del nigeriano colpevole dello stupro di una donna lo scorso 30 marzo e annuncia un'interrogazione parlamentare in merito alla gestione dei flussi migratori in Italia

ROMA - «Presenteremo nelle prossime ore un'interrogazione al ministro Alfano, perché vogliamo sapere perché un immigrato irregolare come nel caso di questo nigeriano, che si era già reso responsabile di violenza nei confronti di una bambina di sette anni, e che per questo era stato condannato, sia ancora sul territorio italiano». Giorgia Meloni è decisa ad andare avanti e ieri si è recata presso la Compagnia dei Carabinieri Trionfale di Roma, insieme ad una delegazione di Fratelli d'Italia, per assicurare agli uomini dell'Arma che hanno permesso l'arresto del 30enne nigeriano accusato di aver stuprato una giovane a marzo che il loro lavoro «non deve essere vanificato».

Il Governo e la gestione dei flussi
Per questo Fratelli d'Italia presenterà un'interrogazione parlamentare al ministero dell'Interno per far chiarezza sulle dinamiche che permettono ad un immigrato condannato di restare ancora nel nostro Paese. Come spiega Meloni, FdI chiede ancora «una gestione decente del governo dei flussi migratori e una gestione decente del tema della sicurezza».

FdI contro degrado e insicurezza
La candidata a sindaco di Roma continua sottolineando il lavoro che FdI porta avanti sul territorio, in modo specifico in quel quartiere in cui il 30 marzo si consumò lo stupro di una donna, il cui responsabile è stato arrestato solo ieri. Il partito di Giorgia Meloni ha più volte acceso i riflettori sul degrado che imperversa nel quartiere del Parco del Pineto, ma non solo: al centro dell'attenzione di Fdi anche l'insicurezza di quel parcheggio in cui avvenne la violenza.

L'incapacità di intervento delle istituzioni
«Fratelli d'Italia aveva fatto delle iniziative per chiedere al Municipio che ci fosse maggiore attenzione. C'è un'incuria generale da parte delle istituzioni romane», afferma Meloni, che non manca di sottolineare l'incompetenza del governo Renzi in merito ai temi di sicurezza e immigrazione: la malagestione romana «si somma tragicamente a una gestione incapace e surreale da parte del governo nazionale delle questioni e dei fenomeni di sicurezza, che vanifica il lavoro straordinario delle forze dell'ordine, con continui decreti svuota carceri e norme di depenalizzazione. Tutte azioni fatte perché lo Stato non è in grado di affrontare seriamente il problema del sovraffollamento delle carceri e ha troppi criminali in galera, invece di costruire nuove galere decide di tagliare il numero dei reati. Oppure vengono messi in libertà criminali anzitempo».

Lo Stato risarcisca
Dopo aver toccato il nodo delle carceri, Meloni torna sulla questione immigrazione e spiega: «Io insisto nel dire che quando a commettere un reato è un immigrato irregolare come nel caso di questo nigeriano, o che è uscito prima grazie ai decreti di clemenza o svuota carceri, lo Stato si deve considerare mandante di quel reato. È anche la ragione per la quale noi abbiamo presentato come Fratelli d'Italia una proposta di legge per chiedere che sia lo Stato a risarcire le vittime di reati commessi da gente che non avrebbe dovuto trovarsi sul territorio italiano o in libertà in quel momento».