17 settembre 2019
Aggiornato 00:30
Il giovane operato d'urgenza per tumore

Sanità, dopo un intervento alla testa 15enne senza letto al San Camillo

Non è una novità nel nosocomio romano di via Portuense, quella di restare senza letto e restare in sala operatoria anche per giorni al termine dell'intervento. L'ultimo caso riguarda un giovane paziente di 15 anni

15enne operato per tumore alla testa perde posto letto durante operazione
15enne operato per tumore alla testa perde posto letto durante operazione Shutterstock

ROMA - «Al termine dell'intervento i medici ci hanno spiegato che i posti a Neurochirurgia erano terminati e quindi sarebbe dovuto rimanere in sala operatoria». Così il padre del 15enne operato al San Camillo per un tumore alla testa, che, al termine dell'intervento è stato costretto a rimanere in sala operatoria. Il posto occupato dal giovane paziente prima dell'operazione era stato destinato, infatti, durante l'intervento, ad un altro paziente.

Letto perso durante operazione
Come riporta La Repubblica, il ragazzo era stato ricoverato in gravi condizioni. A testimoniarlo il padre che si dice grato ai medici che hanno salvato la vita del figlio. Il ragazzo aveva accusato forti dolori, ma non si era compresa la ragione del malessere: «Negli ultimi giorni stava molto male e non capivamo cosa avesse. Poi all'ospedale ci hanno detto che era gravissimo e lo hanno subito operato», spiega Nicola Petrov, papà del 15enne. Una volta portato a termine l'intervento, però, i medici hanno riferito ai genitori che il ragazzo non sarebbe potuto tornare in stanza, perché «i posti letto nel reparto di Neurochirurgia erano terminati». La felicità per la buona riuscita dell'operazione si mischia a perplessità e rabbia: «Non capiamo come sia possibile perdere il letto durante l'operazione».

Al San Camillo non è una novità
Per un giorno intero il giovane paziente è rimasto in sala operatoria, lontano da quel letto che gli spettava, fino a quando l'azienda ospedaliera è riuscita, infine, a trovare un letto nel reparto di Neurochirurgia. Antonio Russo, dirigente del nosocomio romano, assicura che «il ragazzo è stato seguito personalmente dal direttore del dipartimento di anestesia e rianimazione». Al San Camillo quella di passare il post operatorio in sala non è una novità: diversi i casi accertati, da due pazienti che a novembre sono rimasti relegati in sala operatoria per due giorni prima di trovare un posto letto alla donna incinta con emorragia cerebrale costretta per tre giorni di fila a restare nella stessa sala con un altro paziente.