30 settembre 2020
Aggiornato 10:30
Assemblea e corteo di protesta

Perquisizione al Liceo Virgilio: studente arrestato per spaccio

Nel liceo romano i Carabinieri hanno fatto irruzione per perquisire e arrestare uno studente in possesso di stupefacenti. Per Codacons è assurdo che il personale della scuola non sapesse nulla

ROMA - «Questa mattina, all'orario di ricreazione, due carabinieri in borghese sono entrati nel Liceo Virgilio di Via Giulia, chiamando per nome diversi ragazzi, perquisendoli e arrestandone uno con l'accusa di spaccio». Lo annuncia in una nota Degage Occupato, il collettivo degli studenti del liceo romano.

Contestazioni e carabinieri nel liceo
«Successivamente - proseguono - si è formata un'assemblea straordinaria nel cortile e centinaia di studenti e studentesse sono saliti in presidenza per chiedere spiegazioni al dirigente scolastico. Di tutta risposta la dirigenza si è chiusa a chiave nell'ufficio, rifiutando qualsiasi tipo di dialogo con gli studenti o con i genitori presenti, mentre comunicava con le forze dell'ordine tramite la finestra su Via Giulia, lanciandogli una valigetta di cui ci è ignoto il contenuto. Poi, durante la contestazione, che avveniva tra corridoi dell'istituto, sono entrati altri 7 carabinieri in divisa, capitanati dal maresciallo Ottaviani, che si sono fatti spazio tra gli alunni della scuola a forza di spintoni e spallate».

Clima di terrore nell'istituto
Gli avvenimenti di stamattina «mostrano - denunciano gli studenti - quale sia l'intento della dirigenza nell'istituto: creare un clima di terrore che impedisca agli studenti di formarsi, crescere e informarsi sulle dipendenze. Ciò che è accaduto stamattina è inaccettabile! Non è possibile vivere un luogo di formazione in cui non possiamo creare confronto è dibattito e per affrontare un problema si ricorre all'utilizzo delle forze dell'ordine».

La denuncia di Codacons
Il Codacons sottolinea: «è assurdo che all'interno di un istituto scolastico si possa spacciare in tutta tranquillità droga, e ancora più assurdo che docenti e personale scolastico non si siano mai accorti di nulla». «Lo spaccio è di per se una attività grave, e lo diventa ancor di più - conclude Rienzi, presidente dell'associazione - se la vendita di sostanze stupefacenti avviene all'interno di strutture come le scuole, dove i ragazzi dovrebbero essere tutelati e sorvegliati. Il caso del liceo Virgilio non è un episodio isolato, e per tale motivo servono provvedimenti drastici, arrivando anche a controlli con i cani antidroga davanti gli ingressi delle scuole della capitale».