30 settembre 2020
Aggiornato 11:00
300mila euro di fondi per le associazioni LGBT

Consiglio regionale del Lazio, Santori (FdI): «Combatteremo contro questa visione del mondo "surrogata"»

Secondo il consigliere regionale del Lazio di Fdi, Fabrizio Santori, il centrosinistra medita di usare i fondi regionali per finanziare alcune associazioni LGBT

ROMA - «Mentre l'antiamericano Vendola attende che il figlio arrivi come un pacco dagli Stati Uniti i suoi compagni di partito in Regione Lazio tentano un'accelerazione improvvisa per inserire, all'interno della legge contro il bullismo, la forzatura ideologica dell'orientamento sessuale per finanziare le associazioni di tutela di LGTB». Così Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di FdI, accusa i colleghi di centrosinistra nel corso della seduta alla Pisana.

300mila euro in fondi per le associazioni LGTB
«Fiumi di finanziamenti sotto forma di progetti o bandi appositamente studiati per associazioni LGTB promossi dalla Regione Lazio e da società regionali controllate per un importo complessivo stimato intorno a 300 mila euro, evidentemente non bastavano. Il centrosinistra alla Regione, spinto dalla sua ala più estrema guidata dal vicepresidente Smeriglio, per compensare la sconfitta sulle unioni civili al Senato, ha pensato bene di stravolgere la legge sul bullismo in discussione alla Pisana con un emendamento presentato direttamente dalla giunta Zingaretti", spiega il consigliere regionale di FdI.

Respingiamo questa visione del mondo "surrogata"
«Ho chiesto spiegazioni in merito alla posizione quasi spasmodica e ossessionante di questa giunta sull'indottrinamento di genere e sull'utilizzo di detti fondi, non ricevendo ad oggi alcun riscontro. C'è il serio sospetto che alcuni progetti finanziati non si siano mai stati svolti e per questo invierò presto un'informativa alla Corte dei Conti. Combatteremo ogni forma di speculazione economica ma soprattutto schiferemo e respingeremo al mittente una visione del mondo surrogata che non ci appartiene» ha concluso Santori.